Ora siamo davvero agli sgoccioli...ultimo giorno di un anno che sta per volare via.
Ore di bilanci,sforzi mentali per ricordare l'esatto corso degli eventi, sguardi indiscreti sul pc alla ricerca di foto che ti ricordassero le vacanze di quest'anno.
Ed é incredibile come ci si aggrappi in maniera morbosa all'anno che sta per sfuggirti di mano...in fondo cosa ne sappiamo dell'anno nuovo che verrà?Chi potrà giurarci che sarà migliore di quello passato?Chi potrà assicurarci che penseri, desideri, obiettivi, azioni si traducano in azioni concrete?
Ed ecco che la solita paura difronte all'imprevedibilità del reale ti prende e ti fa perdere di vista quello che vuoi davvero. Un nuovo anno.
Dal quale ripartire. Ma, stavolta non con la marcia bassa, ma con la furia e la grinta di chi si é rotto di accettare un altro anno come questo.
E' stato l'anno dei pianti, delle gastriti, dei votacci da accettare passivamente, dei colpi duri al tuo sogno, delle delusioni, delle angosce latenti esplose in maniera assurda, delle firme di frequenza, di Urbano, della sola e unica settimana d'estate in un mese, delle nottate passate a studiare mentre i tuoi amici sono fuori a divertirsi, delle elezioni vinte con una esigua maggioranza, delle coppie inaspettate ( vedi Giggggi e Anna) e di quelle non ancora realizzate (vedi membri del club Rowenta), delle incertezze, dei problemi piccoli e grandi, di un dente spezzato, un labbro tagliato, un'ustione da marmitta di motorino, delle settimane passate sotto antibiotico a causa delle mie cadute, del ciclo desaparecido e del ciclo di Krebs, della pompa sodio-potassio e dei tassi d'incidenza.
Ma, dopotutto, é stato anche l'anno delle new entries nel nuovo gruppo, delle cene e delle feste ad ogni occasione buona, dei nuovi amori che alcune di noi hanno incontrato, delle opportunità di cambiare e di cambiarci, delle svolte, dei riscatti, dei successi, degli ostacoli messi apposta lì per rendere le persone forti, grintose, invincibili. E' stato l'anno dell'Amicizia. Quella vera. Che non si perde davanti a niente.Che siano grandi prove della vita o l'emblematica scelta della cioccolata da mangiare. L'anno delle misericordie, dei tonni di Fra, degli alberi genealogici su famiglie improvvisate, delle maledizioni al peritoneo, dei cd di Fede e Bea, dei prodotti per i capelli di Maria, delle canzoni di Nek di Sara, degli orecchini di Lucia, dei calzini di Virgi, delle mille attività di Laura,delle mie frasi a sproposito.L'anno in cui essere una donna non si limita da indossare una minigonna e l'anno in cui i piccioni si schiantano alle finestre.L'anno di una nuova casa, di nuove sorelle-coinquiline, di un nuovo giardino e di nuovi vicini di casa.
E' stato l'anno in cui, nel bene e nel male, sono cambiata. Ho nuove sicurezze a Firenze e certezze in più a casa. Ma anche la testa piena di idee confuse, progetti, ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
Ed é da qui che voglio partire. Cominciare il nuovo anno saltellando serena sul tracciato della mia nuova vita.Con la testa ancora piena di idee confuse, progetti e ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
E quando tutti saranno pronti ad urlare, tappi di spumante a schizzare in cielo impazziti, quando nel conto alla rovescia, fra l'uno e il cacaomeravigliao ci sarà solo un infinitesimo secondo, io cercherò di pensare, quanto più forte mi riuscirà, al nuovo anno. Perché ora so davvero quello che voglio.
Una giovane idealista con tante illusioni ed una segreta, utopistica speranza...cercare, in piccolo e,per quanto possibile, di rendere questo posto il migliore dei mondi possibili!
sabato, dicembre 30, 2006
domenica, dicembre 24, 2006
Voglio il teletrasporto!
Scrivo questo post dal pulmann in cui sono rinchiusa da ben 8 ore, nella stessa identica posizione di 8 ore fa e con la stessa identica puzza di piedi\topo in cancrena che non accenna a svanire...
Ebbene, dopo 8 ore di viaggio, la stessa identica posizione e la stessa puzza di piedi sono ancora a Roma. Con la Prenestina ovest che sembra un miraggio.
Intorno a me auto stracolme di persone altrettanto esauste, stipate al minimo in abitacoli stracolmi di bebé, pacchetti regalo, cappotti e valige qua e là.
Dietro di me l'autista sta tentando di comunicare in lucano stretto con un fiorentino che lo guarda interdetto. Non bisogna andare in Turchia per assistere ad episodi di incomunicabilità.
Ma, tutto sommato, la voglia di ritornare a casa, di mettere a dura prova il mio antro pilorico con panettoni, cotechini, lasagne e agnelli (un giorno prima zompettanti, il giorno dopo gloriosamente immersi i n un mare d'olio e di patate!) mi fa superare qualsiasi difficoltà...
Tra poco abbraccerò la mia mamma e il mio babbo giocherellone, il mio fratellone...peccato che il mio gatto sia desaparecido ormai da settimane e il mio cane troppo anziano per accogliermi degnamente...
...Ho appena cambiato idea!!!Il mio livello di sopportazione é giunto al massimo...l'autista mi ha appena comunicato che siamo a 180 km da Caserta (ancora!), che ci sono 50 km di coda e che, nella migliore delle ipotesi, arriveremo di notte!
Sto fermamente desiderando il teletrasporto, vorrei essere capace di smaterializzare tutti i miei adipociti e volare, leggera e sognante, su questa strada affollata da traffico e vacanzieri impazziti.
Tutto, però, serve nella vita. Questa esperienza, insieme drammatica ed esilarante, oppure oserei definire tragicomica mi ha dato lo spunto per formulare il decalogo del buon viaggiatore al quale attenersi strettamente se si vuole salvaguardare il proprio benessere psicofisico e ritornare alla domus paterna senza rischiare una crisi di nervi:
1)STUDIARE LE PARTENZE INTELLIGENTI:tipo partire il 15 gennaio quando sarete certi che sulle autostrade ci sarete solo voi e che tutti i panettoni saranno a metà prezzo per liquidazione-post-Natale.
2)PORTARSI DIETRO UN KIT PER COMBATTERE LA NOIA (nel caso dovreste trovare delle code): tipo kit taaglio e cucito, piastra elettrica, silk-epil, striscette per i baffi o, all'occorenza, optare per il buon vecchio metodo della conta delle pecore.
3)SE SEI IN BUS EVITARE LE SORGENTI DI CATTIVI ODORI:ovvero tipi strani, con scarpe da ginnastica che appaiono in putrefazione. Potresti sottoporti ad ondate PERMANENTI di fetore.
4)EVITARE DI GUARDARE IL TRAFFICO: le code sembrano sempre più luinghe di quelle che sono in realtà.
5)EVITARE DI PENSARTI GIA' CASA: magari già per cena con l'allegro intrattenimento di Un posto al sole. Potresti farti del male.
6)SCEGLIERSI ALLEGRI COMPAGNI DI VIAGGIO: magari cantando insieme "Machecefrega-machece'mporta" il tempo passa più in fretta. E pensare al "vino de li castelli" può tirarti su il morale.
7)AVER SEMPRE A PORTATA DI MANO CARTA E PENNA:é nei momenti peggiori che può uscire qualcosa di buono.
8)SCEGLIERE UNA RADIO CHE NON SIA RDS:ogni due ore ripropone,nell'ordine citato, Tiziano Ferro,Elisa e Liga, e Raf. Ma, in fondo, Radio Maria non mi pare cmq, un'altrenativa allettante.
9)PENSARE CHE, IN FONDO, POTEVA ANDARE PEGGIO:esodo di Ferragosto sulla Salerno-Reggio con la testa incastrata fra un materassino (gonfiato già da casa per non perdere tempo in spiaggia) e le pinne-fucili-ed occhiali, nonché con la macchina invasa da angurie libere e fluttuanti.
10)PENSARE INTENSAMENTE AL FATTO CHE "SE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, CE NE SARANNO ALTRETTANTE PER SCENDERE GIù" ergo, prima o poi, si arriverà.
Tanti cari saluti. In attesa del teletrasporto. E di conoscere Riccardo Scamarcio.Fe
Ebbene, dopo 8 ore di viaggio, la stessa identica posizione e la stessa puzza di piedi sono ancora a Roma. Con la Prenestina ovest che sembra un miraggio.
Intorno a me auto stracolme di persone altrettanto esauste, stipate al minimo in abitacoli stracolmi di bebé, pacchetti regalo, cappotti e valige qua e là.
Dietro di me l'autista sta tentando di comunicare in lucano stretto con un fiorentino che lo guarda interdetto. Non bisogna andare in Turchia per assistere ad episodi di incomunicabilità.
Ma, tutto sommato, la voglia di ritornare a casa, di mettere a dura prova il mio antro pilorico con panettoni, cotechini, lasagne e agnelli (un giorno prima zompettanti, il giorno dopo gloriosamente immersi i n un mare d'olio e di patate!) mi fa superare qualsiasi difficoltà...
Tra poco abbraccerò la mia mamma e il mio babbo giocherellone, il mio fratellone...peccato che il mio gatto sia desaparecido ormai da settimane e il mio cane troppo anziano per accogliermi degnamente...
...Ho appena cambiato idea!!!Il mio livello di sopportazione é giunto al massimo...l'autista mi ha appena comunicato che siamo a 180 km da Caserta (ancora!), che ci sono 50 km di coda e che, nella migliore delle ipotesi, arriveremo di notte!
Sto fermamente desiderando il teletrasporto, vorrei essere capace di smaterializzare tutti i miei adipociti e volare, leggera e sognante, su questa strada affollata da traffico e vacanzieri impazziti.
Tutto, però, serve nella vita. Questa esperienza, insieme drammatica ed esilarante, oppure oserei definire tragicomica mi ha dato lo spunto per formulare il decalogo del buon viaggiatore al quale attenersi strettamente se si vuole salvaguardare il proprio benessere psicofisico e ritornare alla domus paterna senza rischiare una crisi di nervi:
1)STUDIARE LE PARTENZE INTELLIGENTI:tipo partire il 15 gennaio quando sarete certi che sulle autostrade ci sarete solo voi e che tutti i panettoni saranno a metà prezzo per liquidazione-post-Natale.
2)PORTARSI DIETRO UN KIT PER COMBATTERE LA NOIA (nel caso dovreste trovare delle code): tipo kit taaglio e cucito, piastra elettrica, silk-epil, striscette per i baffi o, all'occorenza, optare per il buon vecchio metodo della conta delle pecore.
3)SE SEI IN BUS EVITARE LE SORGENTI DI CATTIVI ODORI:ovvero tipi strani, con scarpe da ginnastica che appaiono in putrefazione. Potresti sottoporti ad ondate PERMANENTI di fetore.
4)EVITARE DI GUARDARE IL TRAFFICO: le code sembrano sempre più luinghe di quelle che sono in realtà.
5)EVITARE DI PENSARTI GIA' CASA: magari già per cena con l'allegro intrattenimento di Un posto al sole. Potresti farti del male.
6)SCEGLIERSI ALLEGRI COMPAGNI DI VIAGGIO: magari cantando insieme "Machecefrega-machece'mporta" il tempo passa più in fretta. E pensare al "vino de li castelli" può tirarti su il morale.
7)AVER SEMPRE A PORTATA DI MANO CARTA E PENNA:é nei momenti peggiori che può uscire qualcosa di buono.
8)SCEGLIERE UNA RADIO CHE NON SIA RDS:ogni due ore ripropone,nell'ordine citato, Tiziano Ferro,Elisa e Liga, e Raf. Ma, in fondo, Radio Maria non mi pare cmq, un'altrenativa allettante.
9)PENSARE CHE, IN FONDO, POTEVA ANDARE PEGGIO:esodo di Ferragosto sulla Salerno-Reggio con la testa incastrata fra un materassino (gonfiato già da casa per non perdere tempo in spiaggia) e le pinne-fucili-ed occhiali, nonché con la macchina invasa da angurie libere e fluttuanti.
10)PENSARE INTENSAMENTE AL FATTO CHE "SE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, CE NE SARANNO ALTRETTANTE PER SCENDERE GIù" ergo, prima o poi, si arriverà.
Tanti cari saluti. In attesa del teletrasporto. E di conoscere Riccardo Scamarcio.Fe
venerdì, dicembre 15, 2006
A volte ritornano...
E' ormai questa la frase che pronuncia chi mi vede girare per la biomedica, date le mie ultime sparizioni.Tranquilli, non c'entrano UFO, fenomeni paranormali o un nascente amore per la clausura...é che ormai il tempo é diventato davvero una scommessa.
E trovare mezz'ora di tempo il giorno da dedicare allo studio, sempre più una conquista.
Laboratori, esami proliferanti, ade e annesse perdite di tempo sono dei veri e propri macrofagi delle tue giornate...e, per leggere il mio meraviglioso ultimo libro devo restare sveglia la notte.
Ma che bello, però, riimmergersi nell'atmosfera universitaria...passare, anche se fugacemente, in biomedica per un caffé con gli altri, un pranzo veloce alla mensa perdendosi in lunghe invettive su lapis e matite, programmare la gita da zitelle per assaltare una cioccolateria.
E a chi dice che all'università si viene solo per sgomitare e dimostrare la propria erudizione, evidentemente, non ha conosciuto tutto ciò.
E trovare mezz'ora di tempo il giorno da dedicare allo studio, sempre più una conquista.
Laboratori, esami proliferanti, ade e annesse perdite di tempo sono dei veri e propri macrofagi delle tue giornate...e, per leggere il mio meraviglioso ultimo libro devo restare sveglia la notte.
Ma che bello, però, riimmergersi nell'atmosfera universitaria...passare, anche se fugacemente, in biomedica per un caffé con gli altri, un pranzo veloce alla mensa perdendosi in lunghe invettive su lapis e matite, programmare la gita da zitelle per assaltare una cioccolateria.
E a chi dice che all'università si viene solo per sgomitare e dimostrare la propria erudizione, evidentemente, non ha conosciuto tutto ciò.
lunedì, dicembre 04, 2006
Nella gabbia della tigre
Ho appena trovato una frase che, nella torrida estate 2005, avevo lasciato sul librone di istologia
"Chi non entra nella gabbia della tigre,non otterrà mai nulla". In quelle giornate torride e soffocanti, l’esame di istologia mi sembrava la tortura più atroce mai sperimentata. E, invece, a distanza di un anno e mezzo quante cose sono cambiate!Sono cambiata io. E’ cambiato il mondo che mi circonda. Un’infinità di esperienze, consigli, parole, discussioni, liti, mi hanno reso più forte ma anche fragile, serena eppure spesso inquieta. Ma, soprattutto io ,che in quella gabbia della tigre ero abituata a starci, me ne sono tirata fuori. Per paura, per un sentirmi inadeguata che non mi è mai appartenuto, per assurde fobie che ho imparato a costruirmi. Ed è sempre troppo frequente sentirsi perennemente su una giostra dalla quale non si riesce a scendere, intrappolati nei doveri che da soli ci imponiamo, nell’assurdo affaccendarsi quotidiano, nelle paure routinarie. E si perde di vista ciò che davvero importante. Ciò che ci rende sereni, tranquilli. Felici. Ed è la stessa ricerca della felicità ad allontanarci da essa.
Ma, per fortuna, non è mai troppo tardi per aprire gli occhi, per arrivare ad un punto in cui guardarsi dall’esterno, in maniera obiettiva e imparziale, sembra la cosa più naturale al mondo mentre, fino ad un attimo prima, c’eravamo troppo dentro per riuscire a scrutarci. E fa male vedere quanto sia semplice riuscire ad arrivare lontano da ciò che davvero desideri ma, allo stesso tempo, può essere anche catartico…ti senti rinascere. Ti sembra di riuscire a mettere un freno a pensieri e parole che prima viaggiavano a velocità folle.
Ecco credo sia questo quello che mi è successo questo fine settimana. Un insieme di congiunture che, però, mi hanno fatto riflettere e capire quanto tutto in realtà sia effimero. Troppo veloce, quasi inconsistente. E ho capito davvero quanto sia troppo preziosa la vita per sprecarla in inutili paranoie.
Quando ho saputo che mio nonno è stato male ho sentito vacillare un sacco di certezze. Quelle che ti portano a credere le persone che ti circondano invincibili, eterne, sempreverdi. Ma, al contrario di molte altre volte, non è stata la paura a invadermi. Ma una fiducia smisurata in chi mi ha trasmesso un inconfondibile amore per la vita e , perciò, so che si aggrapperà con le unghie pur di lottare. E una voglia infinita di sentire ancora, altre mille e mille volte, i discorsi sulla Russia che conosco a memoria, i racconti di vita e gli incoraggiamenti sul mio futuro. Da parte di chi mi vede come un essere infallibile. Ed è bello vedere come mio nonno, alla sua età, con tutti i suoi malanni, la sua salute barcollante è ancora nella gabbia della tigre. E, forse, c’è sempre stato. Da quando ha passato i freddi inverni in Russia a quando ha dovuto accettare, con la sua inconfondibile saggezza, il meschino passare degli anni.
Ora sono qui. Convinta a ritornarci nella gabbia.A non voler più trovare scorciatoie, a non voler più crearmi falsi alibi per osservare tutto senza mettermi in gioco. Certo, prenderò ancora più batoste, farò molti più errori, prenderò più abbagli. Ma chi se ne frega. Voglio ritornare ad essere quella persona spensierata di un po’ di tempo fa. Che dedica pomeriggi a ciò che la fa stare bene, senza sentirsi in colpa. Che urla senza aver paura di far troppo rumore. Che vive. Punto e basta.
P.S:Ho dimenticato di ringraziare davvero, e col cuore, chi mi apre gli occhi continuamente, chi mi sa ascoltare anche quando il nervosismo s’impadronisce di me. Senza di voi, sarei la persona più miope e sola dell’universo. Grazie di cuore
"Chi non entra nella gabbia della tigre,non otterrà mai nulla". In quelle giornate torride e soffocanti, l’esame di istologia mi sembrava la tortura più atroce mai sperimentata. E, invece, a distanza di un anno e mezzo quante cose sono cambiate!Sono cambiata io. E’ cambiato il mondo che mi circonda. Un’infinità di esperienze, consigli, parole, discussioni, liti, mi hanno reso più forte ma anche fragile, serena eppure spesso inquieta. Ma, soprattutto io ,che in quella gabbia della tigre ero abituata a starci, me ne sono tirata fuori. Per paura, per un sentirmi inadeguata che non mi è mai appartenuto, per assurde fobie che ho imparato a costruirmi. Ed è sempre troppo frequente sentirsi perennemente su una giostra dalla quale non si riesce a scendere, intrappolati nei doveri che da soli ci imponiamo, nell’assurdo affaccendarsi quotidiano, nelle paure routinarie. E si perde di vista ciò che davvero importante. Ciò che ci rende sereni, tranquilli. Felici. Ed è la stessa ricerca della felicità ad allontanarci da essa.
Ma, per fortuna, non è mai troppo tardi per aprire gli occhi, per arrivare ad un punto in cui guardarsi dall’esterno, in maniera obiettiva e imparziale, sembra la cosa più naturale al mondo mentre, fino ad un attimo prima, c’eravamo troppo dentro per riuscire a scrutarci. E fa male vedere quanto sia semplice riuscire ad arrivare lontano da ciò che davvero desideri ma, allo stesso tempo, può essere anche catartico…ti senti rinascere. Ti sembra di riuscire a mettere un freno a pensieri e parole che prima viaggiavano a velocità folle.
Ecco credo sia questo quello che mi è successo questo fine settimana. Un insieme di congiunture che, però, mi hanno fatto riflettere e capire quanto tutto in realtà sia effimero. Troppo veloce, quasi inconsistente. E ho capito davvero quanto sia troppo preziosa la vita per sprecarla in inutili paranoie.
Quando ho saputo che mio nonno è stato male ho sentito vacillare un sacco di certezze. Quelle che ti portano a credere le persone che ti circondano invincibili, eterne, sempreverdi. Ma, al contrario di molte altre volte, non è stata la paura a invadermi. Ma una fiducia smisurata in chi mi ha trasmesso un inconfondibile amore per la vita e , perciò, so che si aggrapperà con le unghie pur di lottare. E una voglia infinita di sentire ancora, altre mille e mille volte, i discorsi sulla Russia che conosco a memoria, i racconti di vita e gli incoraggiamenti sul mio futuro. Da parte di chi mi vede come un essere infallibile. Ed è bello vedere come mio nonno, alla sua età, con tutti i suoi malanni, la sua salute barcollante è ancora nella gabbia della tigre. E, forse, c’è sempre stato. Da quando ha passato i freddi inverni in Russia a quando ha dovuto accettare, con la sua inconfondibile saggezza, il meschino passare degli anni.
Ora sono qui. Convinta a ritornarci nella gabbia.A non voler più trovare scorciatoie, a non voler più crearmi falsi alibi per osservare tutto senza mettermi in gioco. Certo, prenderò ancora più batoste, farò molti più errori, prenderò più abbagli. Ma chi se ne frega. Voglio ritornare ad essere quella persona spensierata di un po’ di tempo fa. Che dedica pomeriggi a ciò che la fa stare bene, senza sentirsi in colpa. Che urla senza aver paura di far troppo rumore. Che vive. Punto e basta.
P.S:Ho dimenticato di ringraziare davvero, e col cuore, chi mi apre gli occhi continuamente, chi mi sa ascoltare anche quando il nervosismo s’impadronisce di me. Senza di voi, sarei la persona più miope e sola dell’universo. Grazie di cuore
venerdì, novembre 24, 2006
Novembre 2006
Ecco che anche uno degli ultimi mesi di questo anno sta per finire.
Non che mi dispiaccia...ho un'enorme voglia di cominciare un altro di anno.Magari senza le delusioni, le sconfitte, i colpi bassi che il 2006 mi ha preparato.
Però, anche se non me l'aspettavo per niente (soprattutto dopo il terribile mese di settembre), ecco che mi trovo a scrivere, alla fine di questo anno, quasi rasserenata. E non lo credevo possibile data l'enorme mole di lavoro che mi attende per gennaio, date le tremila preoccupazioni quotidiane, i problemi e le preoccupazioni. E mentre fuori c'é un'aria uggiosissima,in pieno stile autunnale, io, che fino ad ieri ero la più metereopatica delle creature, mi sento davvero bene.
E mi chiedo come abbia potuto far girare il mondo così attorno a me...nel mondo c'é così tanta tirstezza, così tanta inutile e gratutità meschinità che, tutto quello che mi é successo, non può apparire che stupidi capricci da ragazzine.
Ma forse é normale concentrarsi solo sul proprio microcosmo...ed ecco che la tua vita, il tuo arrovellarti quotidiano, le battaglie che hai a cuore, i tuoi sogni e le tue passioni diventano il centro del mondo.Però si rischia di perdere tutto il resto. Di lasciare fuori dalla porta la bellezza delle prime giornate invernali, la telefonata di un amico che non sentivi da tanto, la voglia di tornare a casa e riabbracciare i tuoi.
Oggi il mio oroscopo(per altro quello sul "Firenze")mi esortava a infondere la grinta e la positività che ci sarebbe stata in questi giorni negli altri...ed io é proprio questo quello che voglio fare.Non voglio più scaricare sugli altri solo le mie angosce, le mie paure, i miei dubbi esistenziali. Voglio che questa luce che sento dentro non sia solo mia. Dopo tutto se mi sveglio ridendo e mi addormento felice é soprattutto merito delle persone che mi sono vicine ogni giorno...delle mie amiche del club Rowenta, dei miei amici sparsi per il mondo,di mio fratello che straripa di gioia per le vittorie dell'Inter ,per la mia mamma e il mio papà che mi fanno sentire protetta, per Linda che, anche se litighiamo un giorno sì e l'altro pure, resta sempre il mio faro, per Licia che é più saggia e metafisica di quando lo sarò io in pensione, per De André che ormai é un compagno quotidiano, per Parigi che mi aspetta e che mi lascerà ancora senza fiato, stupita, rapita, stordita.
E poi per la voglia di imparare, di conoscere, di cadere e di rialzarmi.Ancora una volta. Spero di non essere solo di passaggio...per ora la vita mi sta sembrando un lungo ed entusiasmante Interrail in cui, paesaggi, esperienze, colori sembrano non saziarmi mai.Spero di non fermarmi mai in nessuna stazione...per ora questo continuo divenire mi sembra un'ottima strada verso la felicità.
Non che mi dispiaccia...ho un'enorme voglia di cominciare un altro di anno.Magari senza le delusioni, le sconfitte, i colpi bassi che il 2006 mi ha preparato.
Però, anche se non me l'aspettavo per niente (soprattutto dopo il terribile mese di settembre), ecco che mi trovo a scrivere, alla fine di questo anno, quasi rasserenata. E non lo credevo possibile data l'enorme mole di lavoro che mi attende per gennaio, date le tremila preoccupazioni quotidiane, i problemi e le preoccupazioni. E mentre fuori c'é un'aria uggiosissima,in pieno stile autunnale, io, che fino ad ieri ero la più metereopatica delle creature, mi sento davvero bene.
E mi chiedo come abbia potuto far girare il mondo così attorno a me...nel mondo c'é così tanta tirstezza, così tanta inutile e gratutità meschinità che, tutto quello che mi é successo, non può apparire che stupidi capricci da ragazzine.
Ma forse é normale concentrarsi solo sul proprio microcosmo...ed ecco che la tua vita, il tuo arrovellarti quotidiano, le battaglie che hai a cuore, i tuoi sogni e le tue passioni diventano il centro del mondo.Però si rischia di perdere tutto il resto. Di lasciare fuori dalla porta la bellezza delle prime giornate invernali, la telefonata di un amico che non sentivi da tanto, la voglia di tornare a casa e riabbracciare i tuoi.
Oggi il mio oroscopo(per altro quello sul "Firenze")mi esortava a infondere la grinta e la positività che ci sarebbe stata in questi giorni negli altri...ed io é proprio questo quello che voglio fare.Non voglio più scaricare sugli altri solo le mie angosce, le mie paure, i miei dubbi esistenziali. Voglio che questa luce che sento dentro non sia solo mia. Dopo tutto se mi sveglio ridendo e mi addormento felice é soprattutto merito delle persone che mi sono vicine ogni giorno...delle mie amiche del club Rowenta, dei miei amici sparsi per il mondo,di mio fratello che straripa di gioia per le vittorie dell'Inter ,per la mia mamma e il mio papà che mi fanno sentire protetta, per Linda che, anche se litighiamo un giorno sì e l'altro pure, resta sempre il mio faro, per Licia che é più saggia e metafisica di quando lo sarò io in pensione, per De André che ormai é un compagno quotidiano, per Parigi che mi aspetta e che mi lascerà ancora senza fiato, stupita, rapita, stordita.
E poi per la voglia di imparare, di conoscere, di cadere e di rialzarmi.Ancora una volta. Spero di non essere solo di passaggio...per ora la vita mi sta sembrando un lungo ed entusiasmante Interrail in cui, paesaggi, esperienze, colori sembrano non saziarmi mai.Spero di non fermarmi mai in nessuna stazione...per ora questo continuo divenire mi sembra un'ottima strada verso la felicità.
martedì, novembre 21, 2006
- 30 minuti a statistica
Eccoci ci siamo.Tra circa mezz'ora sarò sola soletta con deviazioni standard, campioni e altre stranezze boddiane. E di nuovo giù con i calcoli, le formule varie, le t e le z che spuntano come i funghi nei boschi ad ottobre...wow, per la similitudine Giggi sarebbe orgoglioso di me!
Certo che é strano...questi giorni mi sono completamente immersa nella statistica.E sono sempre più convinta della sua inutilità nella mia vita...per quanto si possa quantificare, cercare una legge immutabile e regolare che dà un senso alle cose, ecco che spunta l'errore standard. Ecco che l'imprevedibile, l'inaspettato stravolgimento degli eventi é sempre dietro l'angolo. Per quanto gli statistici possano applicarsi, come si fa a confinare la stranezza della natura umana in asettiche tabelle!Sarebbe il caso di andare in CONTROTENDENZA ANTAGONISTA e convincere gli altri compagni di corso a sabotare questo test. E ad usare l'aula grande dl cubo per un bel rave giamaicano. Cuba Libre e Bob Marley per tutti. Ma dato che la probabilità che questa cosa sia fattibile é nulla, sarò tenuta a fare il test. Nessuno può sfuggire al proprio destino...e per ora nel mio destino non ci sono che intervalli di confidenza. Hasta luego e soprattutto...el pueblo unido!In culo alla balena e tutte le altre varie meschinità perpretate a poveri animali. Fe
Certo che é strano...questi giorni mi sono completamente immersa nella statistica.E sono sempre più convinta della sua inutilità nella mia vita...per quanto si possa quantificare, cercare una legge immutabile e regolare che dà un senso alle cose, ecco che spunta l'errore standard. Ecco che l'imprevedibile, l'inaspettato stravolgimento degli eventi é sempre dietro l'angolo. Per quanto gli statistici possano applicarsi, come si fa a confinare la stranezza della natura umana in asettiche tabelle!Sarebbe il caso di andare in CONTROTENDENZA ANTAGONISTA e convincere gli altri compagni di corso a sabotare questo test. E ad usare l'aula grande dl cubo per un bel rave giamaicano. Cuba Libre e Bob Marley per tutti. Ma dato che la probabilità che questa cosa sia fattibile é nulla, sarò tenuta a fare il test. Nessuno può sfuggire al proprio destino...e per ora nel mio destino non ci sono che intervalli di confidenza. Hasta luego e soprattutto...el pueblo unido!In culo alla balena e tutte le altre varie meschinità perpretate a poveri animali. Fe
giovedì, novembre 16, 2006
Flusso di coscienza
Oggi fuori c'é un'aria grigia e un piccolo accenno di inverno.Il libro di statistica incombe sul tavolo e mi ricorda che, forse, sarebbe ora di iniziare a sfogliarlo. Ma oggi la probabilità di entrare in confidenza con gli "intervalli di confidenza" é pressocché nulla. Perciò per non umilare le mie sinapsi con un lavoro estenuante preferisco distrarmi...e la mia mente non può che divagare.
Ragazzi, che periodo?Praticamente non metto piede in casa...ogni giorno c'é un nuovo laboratorio, una nuova attività che non può essere persa, un impegno improrogabile, un'annotazione sempre in più sull'agenda.E tra un casino e l'altro ogni tanto fa capolino un dubbio...se davvero riuscirò a portare avanti le cose nella maniera migliore possibile, se ci saranno le stesse batoste dell'anno scorso, se avrò mai un minuto da dedicare a me stessa, ai miei libri non ancora letti, ai miliardi di cd che devo ancora ascoltare, alla saga del Padrino che voglio vedere tutta d'un fiato. E poi la filosofia che mi piaceva così tanto (e ora non leggo un filosofo dall'alba dei tempi), la mia nascente passione per la cucina, la voglia di passare un pm con le amiche senza pensare al tempo tiranno. E poi i mercatini di Natale, le giornate passate a giocare a scacchi, le lunghe passeggiate senza una meta precisa. Non c'é tempo per tutto ciò e , meno che mai, ci sarà negli anni a venire. Ma, ciò, non mi fa fatica, non genera l'amaro e arcigno gusto dell'insoddisfazione, della rassegnazione...mai nessun'altra rinuncia é stata più piacevole!
Soprattutto se considero quanto questa facoltà ha saputo darmi...ha dato un senso alla mia vita, un motivo per svegliarmi la mattina ed essere assolutamente ansiosa di imparare ciò che ancora non so, di vedere ciò che ancora non ho visto, di misurarmi con un sempre crescente senso di responsabilità.
Nessuno può strapparci al nostro destino...e io, ora come ora,sento sempre di più di aver messo le radici su questo sentiero...
ah!Qualche giorno fa ho rivisto il prof che ha distrutto, con la sua inconfodibile leggiadria mesi e mesi di duro studio...é stato un incontro alquanto spiacevole ma ho finalmente capito che tutta l'amarezza che avevo, e ho tuttora, si é trasformata in rabbia, grinta e determinazione.
Un'ultima cosa...anche se quello che faccio é così totalizzante ed estremamente pieno di senso, sto impegnandomi perché la mia vita non si fermi a questo...certo, le giornate dovrebbero durare almeno 80 ore ma voglio provarci lo stesso!E spero sempre in qualche novità eclatante...
Ragazzi, che periodo?Praticamente non metto piede in casa...ogni giorno c'é un nuovo laboratorio, una nuova attività che non può essere persa, un impegno improrogabile, un'annotazione sempre in più sull'agenda.E tra un casino e l'altro ogni tanto fa capolino un dubbio...se davvero riuscirò a portare avanti le cose nella maniera migliore possibile, se ci saranno le stesse batoste dell'anno scorso, se avrò mai un minuto da dedicare a me stessa, ai miei libri non ancora letti, ai miliardi di cd che devo ancora ascoltare, alla saga del Padrino che voglio vedere tutta d'un fiato. E poi la filosofia che mi piaceva così tanto (e ora non leggo un filosofo dall'alba dei tempi), la mia nascente passione per la cucina, la voglia di passare un pm con le amiche senza pensare al tempo tiranno. E poi i mercatini di Natale, le giornate passate a giocare a scacchi, le lunghe passeggiate senza una meta precisa. Non c'é tempo per tutto ciò e , meno che mai, ci sarà negli anni a venire. Ma, ciò, non mi fa fatica, non genera l'amaro e arcigno gusto dell'insoddisfazione, della rassegnazione...mai nessun'altra rinuncia é stata più piacevole!
Soprattutto se considero quanto questa facoltà ha saputo darmi...ha dato un senso alla mia vita, un motivo per svegliarmi la mattina ed essere assolutamente ansiosa di imparare ciò che ancora non so, di vedere ciò che ancora non ho visto, di misurarmi con un sempre crescente senso di responsabilità.
Nessuno può strapparci al nostro destino...e io, ora come ora,sento sempre di più di aver messo le radici su questo sentiero...
ah!Qualche giorno fa ho rivisto il prof che ha distrutto, con la sua inconfodibile leggiadria mesi e mesi di duro studio...é stato un incontro alquanto spiacevole ma ho finalmente capito che tutta l'amarezza che avevo, e ho tuttora, si é trasformata in rabbia, grinta e determinazione.
Un'ultima cosa...anche se quello che faccio é così totalizzante ed estremamente pieno di senso, sto impegnandomi perché la mia vita non si fermi a questo...certo, le giornate dovrebbero durare almeno 80 ore ma voglio provarci lo stesso!E spero sempre in qualche novità eclatante...
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