sabato, aprile 25, 2009

La mia primavera

Più di un mese fa scrissi di un buco nero.
Quello che, quando ti travolge, sa cancellarti dalla memoria com'era vivere al suo interno.
Più di un mese fa. E tante cose sono cambiate. Ho delle viti e dei bulloni nella schiena e dei fili di ferro nel piede. E, come nella più antica lezione della storia dell'umanità, ho scoperto che, quando la tua integrità fisica é messa a repentaglio, tutto quello che avevi prima ti sembrava il paradiso.Anche quel buco nero, anche quello che credevi vuoto. Ed invece era un mondo. Il tuo mondo.
Ma, come nelle migliori favole a lieto fine, il mio mondo non mi ha abbandonato un istante. Era lì quando, nelle prime, convulse ore in pronto soccorso, muovevo ostinatamente le gambe per assicurarmi che il midollo fosse salvo.
Era lì appena uscita dalla sala operatoria.
Era lì il giorno seguente e quelli dopo ancora.
Ed é un mondo fatto di sorrisi rassicuranti della mia famiglia, dell'amore di Riccardo, degli abbracci e delle battute delle mie straordinarie amiche, dell'affetto di chiunque sia stato lì con me.Anche solo per un attimo.
Ed ho avuto tanto, troppo tempo per pensare. Osservare la vita dall'esterno e avvertire la voglia, quasi spasmodica, di tuffarmici dentro. Di superare i limiti della vita finora conosciuta, di gettarmi a capofitto in nuove imprese, di fare del bene, con i miei limiti e le mie imperfezioni. E di non rimandare più un abbraccio, un momento speciale, una serata rilassante in nome di un senso disperato e malsano del dovere.
E' che ho una voglia nuova, rinnovata di viverla questa vita. Questa vita da adulti. Fatta di problemi, di frustazioni, di dubbi, di scelte difficili, di momenti di sconforto, di responsabilità. Ma anche di corse in motorino sotto la pioggia, di risate fino alle lacrime, di attimi in cui la felicità ti travolge e puoi solo restare inerme, di serenità inattese, di successi meritati.
E vivere é stato disperatamente bello anche da un letto in corsia. Quando il tuo organismo ti veniva incontro concedendoti un progresso in più, quando una carezza mi accompagnava nel sonno, quando osservavo gli uccelli volare e pensavo a quanto bello sarà quando spiccherò il mio di volo.
Quando tiravo su il lenzuolo, perché commuovermi era bello ma anche intimo.Ed era un momento solo mio.
Ed ora sono qui. Con le ossa rotte (e non é un eufemismo!) ma serena.
Pronta a vivere la mia primavera.

5 commenti:

R i k k y ha detto...

Quando un buco nero inghiotte qualcosa, lo fa con gli occhi chiusi.

Non può rendersi conto che una stella, tanto splendente quanto distratta, gli può finire dentro esattamente come un ignaro meteorite.

La differenza è che la stella lotta, brucia e si surriscalda, e sa vincere le tenebre grazie a ciò che sempre è la sua attitudine. Quella di illuminare se stessa e il mondo che la circonda.

Una stella non può starsene in trappola, una stella irradia e rende la primavera calda e gioiosa.

Proprio come fai tu.

Laura ha detto...

Hai semre avuto modi tutti particolari di vivere la primavera. Stavolta hai superato te stessa ;) ma direi quasi per un folle contrappasso... hai una primavera lussureggiante, un amore potente, una famiglia presente e delle amiche... beh, a volte forse sfinenti, ma sempre grandiose.
E viti e bulloni funzioneranno meglio di un tatuaggio per ricordarti che la primavera è sempre in agguato. Ti voglio bene.

Anonimo ha detto...

Quando ero piccolo adoràvo pàrticolàrmente là primàverà.. Gi àberi si tingono di nuove tonàlità gli uccelli disegnàno in cielo festosi ghirigori, il profumo dellà freschezzà penetrà il nostro spirito: è là vità che si rinnovà e ci prepàrà àd unà nuovà stàgione. Voglio essere il tuo àngelo eterno.. Con infinito àmore, Nuàrio.

Luci ha detto...

nandella.....scusa il sottile egocentrismo ma...........tra quelle AMICHE STRAORDINARIE........CI SAREI PROPRIO IO VERO??????????
scherzo piccola mia, sono contenta di leggere un post finalmente pieno di vita, come in realtà tu davvero sei. come quando hai scritto "sono felice" su fb. frase semplice, ma molto efficace, che era un bel po' che non ti sentivo dire.
ti voglio bene, ormai te lo ripeto in continuazione ma non fa mai male.....
p.s.: laura, ma con "sfinenti" che intendevi direeeeeee????

Anonimo ha detto...

Ci sono anch'io vero tra le amiche sfinenti??????e sto alzando il braccio sinistro mentre scrivo......Nanda finalmente...ora come ciliegina sulla torta ci vuol una delle nostre serate a chiacchiere e camomilla e ti posso dire che non vedo l'ora.....Ti voglio bene....la tua amica di gesso