domenica, settembre 10, 2006

Disgustoso prologo

Scrivo mentre l'amarezza mi tiene prigioniera e la rabbia non mi dà tregua.
Certo, sono esagerata.Baso la mia vita sull'università e quando crolla questo, si digrega tutta la baracca. Ma ora sono qui a chiedermi, da più di 72 ore perché.
A cercare di capire perché, dopo mesi di durissima e intensa preparazione, dopo giornate intere passate nella mia mansarda sola io, il Balboni e il Netter, dopo aver rinunciato deliberatamente di non avere uno straccio di vacanza pur di preparare un esame brillante, dopo essermi rinchiusa in casa, dopo aver allontanato pensieri, preoccupazioni e ansia pur di arrivare all'esame in forma mentale perfetta, dopo essermi impegnata all'inverosimile pur di arrivare ad avere 29 ad anatomia II e un 28 in microscopica, sia andato tutto a rotoli. Cero, l'esame l'ho passato. Dovrei sentirmi felice di aver passato l'anno, essermi tolta questo peso ma é solo una magra, denutritissima consolazione. Che ora non mi consola. Anzi, mi fa sentire per l'ennesima volta insoddisfatta e triste. Non tanto per il voto pietoso quanto per non aver avuto la possibilità di diquisire sulle cose che avevo studiato, di parlare del snc che mi era piaciuto da morire, di poter fare mille e mille collegamenti. Un esame solo sui cornetti nasali e sulle ossa del massiccio faciale (programma solo di anatomia I). Come se non esistessero fegato,reni, polmoni, encefalo e gli altri miliardi e miliardi complicati ingranaggi del nostro esistere. Ed é questa profonda ingiustizia che non mi dà pace...a chi un esame da ebeti e a chi domande assurde che determinano la tua disfatta.
Ok, mi solleverò anche questa volta. Per amore della mia professione e del genere umano combatterò e combatterò. Ora e altre mille e mille volte.Ma, per ora, mi sento così. Stanca e disillusa. Davvero tanto.

Disgustoso prologo

lunedì, agosto 07, 2006

....Corfù 2006

Primo giorno a casa. Primo giorno del lugubre post vacanza.
Un'aria cupa fa da perfetto sfondo alla malinconia che mi accompagna oggi.
Sarà l'assenza dello iodio, del sole, della brezza marina ma, davvero non mi ci ritrovo tra queste montagne. E non riesco davvero a capire come Heidi potesse arrivare a sentirne tanta nostalgia.
Oggi ho vissuto con la lentezza di un treno merci. Saranno le indigeste pita gyros che ancora navigano nel mio intestino ma, forse, la colpa é della testa. Troppo piena di ricordi.
E' un classico:appena ti rituffi nella routine, ecco che canzoni, sensazioni, immagini del tuo viaggio rendono inutile ogni tentativo di tornare alla normalità.
Ed ecco che inizi a rimpiangere le dormite di solo tre ore, l'odore della crema solare, il calore del sole.E la normalità ti sembra davvero inaccettabile. Soprattutto se il tuo viaggio ti ha rapito da un periodo di ansia e paura, é riuscito ad allontanarti dai timori che, una settimana prima, sembravano non darti pace.

Ora sono qui. Davanti al mio pc. E mentre la pioggia scende, io mi sento tanto ricca.
Sì, perché un viaggio ti riempie di un misto di grinta, forza, emozioni, tali da riuscire a ricaricarti per un altro intero lungo anno.
E poco importa se una settimana é stata troppo fugace, se il tempo é tiranno-bastardo-furbo e inafferabile. Quello che conta é quello che hai dentro e che, nessuno, potrà mai provare a strapparti.

Tutto é iniziato con una levataccia (tanto per cambiare:questo sarà il leit motiv della vacanza!) a cui sono seguite lunghe ore in autobus. Dopo una mattinata trascorsa a Brindisi, trascinando valige che pesavano più o meno quanto me, é finalmente iniziato il viaggio in nave.
C'era gente che dormiva dovunque...per terra, sulle poltrone, sul ponte e provare ad attraversare la nave, significava fare uno slalom fra gente che russava e bambini che strillavano. Per non parlare delle 6 di mattina quando un'intera famiglia turca inonda il bagno per farsi la doccia ed entra poi nella sala delle poltrone in accappatoio e grondanti d'acqua!
Ma, cmq, lo spettacolo di vedere albeggiare sul mare ripaga ogni disagio.
Dopo una lunga notte siamo finalmente arrivate a Corfù, abbiamo affittato gli scooter e colonizzato con un disordine disumano la nostra nuova casa. Da questo punto in poi non saprei più descrivere il programma preciso di ogni giorno, dato che é stato tutto un giorno continuo...la mattina e il pm in giro in scooter per tutta l'isola, avendo in alto le montagne e in basso il mare,le serate passate fra schiuma party (divertentissimo!) , Kavos, Corfù e serate greche finite troppo presto.
Ovviamente la sfiga mi ha accompagnata dal primo giorno, mi sono ustionata con la marmitta dello scooter, la ferita si é infettata e ho passato la vacanza a mettere creme, prendere antibiotici e creare delle poseudomedicazioni con il nastro isolante rosso (e io sarei un futuro medico???) che, però, erano proprio fashion. Ma, a parte questo piccolo irrilevante dettaglio, sono state tante altre le cose da salvare...i nostri simpatici vicini napoletani che ci hanno portato fino a Kavos e con cui abbiamo veramente parlato di tutto(da discorsi filosofici a cretinate assurde!),i foggiani, le risate continue che mi sono fatta in queste vacanze (facendo credere al mondo che Fabi Fibra fosse il mio guru!),Harry's Market e sua madre, lo scherzo al noleggiatore degli scooter (gli abbiamo fatto credre che gli hooligans ce l'avevano distrutto e gettato in mare e il demente c'ha creduto!) !
E poi l'assoluto ,totale senso di libertà di sentire l'aria sbatterti in faccia mentre corri in scooter, di alzare lo sguardo e pensare che non può succederti proprio nulla di male. Che sei nel migliore dei mondi possibili. E le giornate in barca sotto il sole, con Bob Marley in sottofondo e, davanti a te, una distesa infinita di blu.Da toglierti il fiato.
La libertà.La pace. La serenità totale che, a volte, la vita frenetica di città non riesce neanche a farti pensare che esista. E' questo quello che il mio viaggio é riuscito a darmi.

Ma anche se il mio spirito vagabondo scalpita e pretende il suo diritto alla fuga, ora sono qui. Ancora una volta con i piedi per terra e la mente presa da scadenze, obblighi ,doveri.
Ma tutto sommato sono contenta di farlo. Perché so che, sempre e comunque, questo senso di libertà non potrà attenuarsi...resterà con me e si farà vivo, presente quando le mura di questa stanza appariranno soffocanti e il mio cielo un pò troppo buio.
Perché ci sarà sempre un mio angolo di mondo ad attendermi, una barca ad accogliermi a suon di reggae e migliaia di km attendermi... ci sono troppe strade che devono essere ancora percorse, troppi volti ancora da incrociare, angoli smarriti da scoprire,perché io possa perdermi tutto ciò.
Spero di rimanere sempre come mi sento ora...con lo sguardo fermo e lucido sui miei obiettivi ma, con il cuore in una terra lontana e lo zaino sempre perennemente in spalla. Interrail sto arrivando!!!

giovedì, luglio 20, 2006

...Caspita quanto tempo!

Caspita quanto tempo che non scrivevo...una parentesi lunga più di un mese mi ha tenuta lontana dallo scrivere.Ciò che più mi viene naturale al mondo.
Nel mezzo ci sono state ore e ore di studio mentre l'arsura avanzava impetuosa,la fretta cresceva e le giornate apparivano sempre troppo brevi.C'é stata una nuova casa da inaugurare RIGOROSAMENTE con bagordi di sangria e tacos, c'é stata una gratificante vittoria ai mondiali, serate trascorse davanti la tv, aspettando un goal che, puntualmente, arrivava quando Mazzola stava dicendo qualcosa di stupido. C'é stata la vita. Con tutti i suoi casini, i suoi ritmi, a volte, insostenibili. Eppure sempre talmente tanto bella da toglierti il fiato.
Sempre pronta a stupirti e, ad invertire la sua spirale di negatività, quando proprio non te l'aspetti. Proprio come una pompa sodio-potassio puro style. Perché basta un sorriso, un msg inaspettato, una canzone che non ascoltavi da tempo, un successo meritato, una serata con gli amici, una telefonata rasserenante, un tramonto dorato a rendere tutto così maledettamente e terribilmente bello.
Sì, lo so, stasera sono un pò sullo stile Leopardi ma i miei neuroni, dopo mesi passati a barcamenarsi fra fisiologia, anatomia e genetica, sono stati messi a dura prova.
Ora tutto quello di cui necessitano é piazzarsi in riva al mare, adagiarsi alla Fantozzi maniera su una spiaggia dorata, e non pensare a nulla che non sia la "settimana enigmistica" o l'ultima cretinata di Chi.
Perché ad agosto mi aspetta un vero, duro, estenuante tour de force. Ma, per ora, buona vita a tutti!

venerdì, giugno 02, 2006

Dove si va?

E' questa la domanda a cui non riesco a dare risposta da giorni. La domanda che sorgerebbe spontanea a chiunque avesse visto quello che ho visto in questi giorni, a chiunque si fosse trovato davanti a questa triste realtà.
E' la triste realtà di un paese senza più speranze. Il mio. Un paese nel quale non vivo più ma che non ho mai smesso di amare.Al quale non smetto di pensare neanche un attimio. Perché fossi anche a Capo Nord, le sue montagne, il sole accecante nelle mattine d'agosto, il verde dei boschi saranno sempre dentro di me. Tanto quanto il calore della gente, la tenacità del popolo. Un popolo che, credevo, conservasse in sé l'intelligenza genuina dei posti non ancora contaminati dal più sfrenato consumismo, l'arguzia propria della gente che ha saputo imparare dalla storia.

E, invece, mi sono trovata davanti ad uno spettacolo pietoso. L'ennesimo scenario tragicomico che apre ogni campagna elettorale ma questa volta, credo, si sia raggiunto il culmine.Nemici giurati fino a pochi giorni prima. Da una parte Forza Italia con un personaggio conforme allo stampo berlusconiano, dal'altra un'allegra combriccola di Ds. Ma, a pochi istanti prima delle presentazioni delle liste, tutti insieme appassionatamente a cantare Bandiera Rossa con sprazzi d'inno berlusconiano quà e là, giusto per non tradire l'alleanza!Ed ecco che l'amministrazione uscente e l'opposizione uscente si ritrovano meravigliosamente insieme. Miracolo politico? Operazione degna di un abile stratega? Direi, più che altro, uno specchio della verità. Perché non c'é partito che tenga, divisione politica che possa allontare quando, in resltà, la natura umana é quella, quando le ambizioni politiche sono quelle. Quando c'é alla base lo stesso desiderio di fare politica in maniera massonica. Quando alla base, al posto degli ideali, della passione, c'é il tentativo di appagare degli interessi personali. Quando della lotta, c'é solo quella per sistemare il cugino, il genero della nuora, il fratello del compagno di merende.
Perché poco importa il colore della propria bandiera, se ad accumunare questi loschi individui c'é un'unione di intenti:quella di gestire la cosa pubblica come Cosa Nostra!

Ma la cosa che ancora più mi sconvolge é la stupiditò, l'ipocrisia, la mancanza di senso critico. Credevo tutto ciò non fosse del mio mondo. Invece sono stata clamorosamente smentita. Fino a pochi giorni prima, le piazze, espressione massima del popolo, non facevano che lamentarsi di quest'accoppiata sconvolgente. Non facevano che guardare con un misto di sdegno e commiserazione a un insieme di persone che , già durante la campagna elettorale, avevano iniziato a litigare, che non avevano uno straccio di programma e così, per compensare ad un clamoroso vuoto di idee, optavano per le accuse, le denigrazioni, le offese. Qualcosa in piazza dovevano pur dirla!
Per non parlare dei giochi massonici della notte prima delle elezioni. Manovre politiche oscure, minacce, altre alleanze inimmaginabili hanno determinato la loro vittoria.

Sì, una vittoria. Perché il popolo, quello che ha in sé l'intelligenza non contaminata dal consumismo, quello che impara dalla memoria storica, li ha votati in massa. Perché l'intelligenza va a farsi benedire davanti alle minacce o alla promessa di un posto di lavoro. Perché la memoria storica non serve più a niente se si accetta di votare chi si vende il partito. Perché, oggi nel 2006, c'é ancora gente che vende il proprio voto davanti ad un bicchiere di vino.
Perché la coerenza, l'integrità morale, la fedeltà agli ideali sono pure ed autentiche utopie in un paese in cui finisce tutto a tarallucci e vino.

Mi sento stanca.Stanca di aver sperato in una metamorfosi, nel progresso, nella rinascita. Ed essere ripetutamente smentita. Perché se c'é una cosa che fa male é l'ignoranza. Quella che offusca la mente e imprigiona il cuore.Quella che permette di capire che una svolta c'era, con una lista di ragazzi e di persone che davvero amavano il popolo, ma ciononostante consente di vendersi al migliore acquirente.
Perché la cosa che più fa male é che ora il popolo comincia già a lamentarsi:finita la festa, finiti i tarallucci e vino é il momento della lucidità. Quella che non perdona e che, ora, mostra un errore clamoroso.Un errore che, però, durerà 5 anni e che porterà con sé uno strascico di conseguenze negative, visto e considerato il modo di far politica degli amici dei pizzini.

E come me, tutti i giovani di questo paese sono stanchi e sfiduciati.Ma é sbagliata la resa.E' sbagliato l'atteggiamento di chi, sfiduciato e disilluso, si rifugia nei suoi sotterranei.
Perché se c'é una cosa che ho imparato dalla persona a cui dedico questo post (e che, a sua volta, nonostante i suoi 50 anni e passa, non smette mai di imparare) é che ogni volta che muore una speranza, nasce una nuova illusione. E, soprattutto, che se la credibilità, i voti, il potere si possono conquistare a tarallucci e vino, la fede ai propri ideali, l'amore per la propria terra, la passione politica e la speranza, nonostante tutto e nonostante tutti,non sono in vendita in nessun luogo. E, fin a quando, ci sarà anche una sola persona in grado di amare le sue montagne, i verdi boschi, un popolo meschino ma che é, pur sempre il suo popolo, allora tutto non é perduto.

venerdì, maggio 26, 2006

Dedicato a tutti quelli che...

Dedicato a tutti quelli che

Dedico questo post a tutte le persone che, troppo a malincuore, ho dovuto salutare stamattina. E che, a sole poche ore, mi hanno lasciato già un vuoto dentro.
A quelle persone che mi hanno accompagnato in questo lungo, eppure troppo breve, anno.
A tutti quelli che non mi hanno abbandonato nei giorni terribili d’angoscia per microbiologia, nei pomeriggi divertenti passati a bivaccare in biomedica, in cui il tempo sembrava sempre troppo fugace.
A tutti quelli che mi hanno fatto crescere fra ore passate a lezione, cene all’altissimo grado alcolico, giornate spensierate passate insieme, risate senza fine su Giggi e Anna.
A tutti quelli che, con l’arguzia dell’ironia e la cristallina trasparenza della semplicità, mi hanno aiutato a vivere. Mi hanno aiutato a comprendere quanto vivere sia lottare, combattere seguendo sempre e solo la luce del cuore.
A tutti quelli che mi hanno fatto comprendere quanto sia necessario, assolutamente prioritario, che le mie gambe non incontrino ostacolo alcuno e, seppur dovessero imbattersi in degli intoppi, siano abbastanza forti da sovrastarli.
A tutti quelli che sperano che le mie scelte vengano sempre varate alla luce fredda della razionalità, così come possano essere investite, talvolta, dal fuoco irrazionale della passione.
A tutti quelli che mi hanno insegnato quanto i dubbi, le illusioni,le incertezze siano importanti tanto quanto tutti i miei punti fermi.
A tutti quelli che, ogni singolo istante della mia giornata, mi hanno spronata a non perdere mai di vista i miei ideali. Mia ragione di vita.
A tutti quelli che mi hanno dimostrato che la forza può essere anche nel vacillare se dopo viene, inequivocabilmente, scelta la lotta, il riscatto anziché la resa. E che non c’è ricchezza più grande dei sogni.
A tutti quelli che mi hanno resa partecipa dei loro sogni e hanno saputo divenire parte attiva dei miei.
A tutti quelli che vivono intorno me, rifuggono da un’esistenza meschina che rifiuta di tentare per paura di cadere, che, per accidia o passività, sceglie la monotonia al cambiamento. La sedentarietà alla metamorfosi.
A tutti quelli che ho visto cambiare, crescere, sperare, soffrire, gioire, incazzarsi e poi tornare a sorridere… perché sono loro la cosa più bella che oggi, in treno porterò con me.
Insieme ai racconti di vita fiorentina, agli appunti confusi, ai ricordi sempre vividi c’è con me una ricchezza che ormai, dopo le delusioni e l’amarezza che ho incontrato, é riuscita a smentire il luogo comune che l’amicizia non esiste.
Io l’ho incontrata fra litri di sangria versati e giri di limbo a prova di ernia al disco.
E so per certo che, qualunque cosa accada, qualsiasi vento di eventi potrà abbattersi su di noi, avrò sempre loro su cui poggiare la testa se mi va di piangere, angosciare se avrò qualche problema, allietare con il mio grande amico Giggi.
A tutti quelli che, nonostante la mia sensibilità da elefante soprappeso, sono riusciti a farmi commuovere ancora. Siete sempre nel mio cuoooore!

lunedì, maggio 08, 2006

Se mi rilasso collasso!!

Questo post dovevo scriverlo almeno da due settimane ma, invece, ho abbandonato il mondo telematico per darmi alla mia nuova passione…I PIZZINI! E’ molto più divertente chiamare una persona "60", "123" invece che lasciare i miei dubbi esistenziali su una pagina che leggeranno in tanti…volete mettere l’emozione che si prova a inneggiare a Gigggi con un semplice numero (18…sta per "Forza gigggi, sei sempre nei nostri cuori!") senza correre il rischio di essere infamato e additato come "povera disperata che ascolta i neomelodici disperati"? Ovviamente sto scherzando. Sclero post-pastum (sottolineo che oggi c’è stato il pranzo della domenica, quindi gli effetti sono giustamente amplificati) o degna conclusione scriteriata di un periodo assolutamente scriteriato…
Tutto iniziò un caldo pomeriggio d’aprile quando delle giovani fanciulle non ebbero nulla di meglio da fare che perdersi nei meandri dell’ipercoop…iniziarono così folli ore di corse fra gli allettanti scaffali. Ce ne fu uno che colpì il loro interesse in maniera particolare (tanto che non riuscirono a distaccarsene senza dover acciuffare almeno l’80% delle cose che vi erano poste)…era quello dedicato al "nettare degli dei" e compagni. Beh, alla fine non optarono proprio per il nettare degli dei DOC ma, semmai, per quello degli dei di serie C2…il vino Ronco (fratello sfortunato del Tavernello, celebre poco quasi quanto Alberto Fortis). Ma la spesa non si fermava qui…non si sa come, fra le braccia delle sprovvedute e ingenue fanciulle, sono cadute anche rum, birre e alcolici vari. Per non parlare della degna compagnia che hanno fatto a quest’ultima, i migliori amici dell’appendice…patatine, arachidi e schifezze varie. Arrivate alla cassa, il carrello sembrava quasi una minaccia alla più solida della salute sembrava dire : "Sono tutto un colesterolo ma posso anche suscitare un’ondata di trigliceridi…per non parlare delle transaminasi che saliranno alle stelle, dopo avermi consumato totalmente".
E, in effetti, così fu…data la piega che prese la serata o, sarebbe più corretto, dire il pm, dato che i bagordi sono iniziati già ad un orario indefinito, fra le cinque e le sei.
Il resto è storia. O meglio è già nella leggenda. Una cena leggendaria quasi quanto vedere un’allegra compagnia dissoluta spezzarsi la schiena con il limbo e iniziare una successione indefinita di brindisi senza alcun nesso logico. Per il resto, c’è chi il mattino successivo vedeva presenze oscure aggirarsi per la casa, chi ha continuato con lo show Anna-Giggi, chi non aveva neanche più le forze per ridere.
Ma il periodaccio non finisce qui. Segue Roma con il primo Maggio. E’ stata, come al solito, un’esperienza memorabile…migliaia di persone che cantano "Contessa" e "Bella ciao" con gli stessi identici ideali. Migliaia di bandiere rosse, a farti quasi dimenticare che Forza Italia resta, comunque e purtroppo, il primo partito d’Italia.
E poi tutta una serie di notizie che lasciano il segno:tipo Bertinotti presidente della Camera, Berlusconi che si dimette, gli scandali sulla Juve, il rischio che Lucarelli possa lasciare il Livorno. Tutto per dire che…basta!Ora sono davvero stanca…ho bisogno di sano relax, di tranquillità bestialee pace assoluta. Sono momenti come questi in cui vorrei che tutti i miei problemi fossero fare la fila all’INPS, preoccuparmi se il prezzo della frutta continua a salire e annoiarmi tremendamente con tutto il sequel di "Sentieri" (giuro che l’ho solo sentito nominare, mai visto!). E invece mi aspettano tre mesi pieni di apparati, cellule che scoppiano se le metti nelle soluzioni sbagliate (leggi Fisio I), una nuova casa da cercare, una settimana a casa con annesse elezioni comunali, il libro su comodino da finire, la lotta alla cellulite, tanti altri concerti in vista, una vacanza da organizzare…tanta nutella per non collassare.
E sapete che è il bello di tutto ciò?E’ che sono contenta!Contenta che non abbia mai un attimo da dedicare ai miei peli incolti, contenta di non vedere un attimo di inattività…è forse questo il segreto della felicità? Ma se si è felici quando si è iperattivi, allora forse è l’eccessiva tranquillità a generare malinconia? O è la malinconia ad essere bastarda e a braccarti quando ti godi la tranquillità? Ora la smetto davvero con queste frasi senza senso. Farebbero preoccupare anche, Marzullo, sovrano incontrastato della grande tribù degli sclerati.Ma, dato che la coerenza è il frte (ehehehe), anche se adoro gli impegni e la iperattività, gradirei volentieri un rapimento…magari mi portassero in un posto esotico a vegetare tutto il giorno, cibarmi di mango e noia dalla mattina alla sera. Si accettano anche UFO o delinquentucci vari…l’Anonima Sequestri andrebbe bene, del resto la Sardegna non è mica male come vacanza!!! A presto…o meglio a quando i fumi dell’alcol saranno svaniti del tutto e non dovrò più scrivere post patetici!!!