Girando su internet ho trovato per caso questa lettera.Credo esprima bene quello che pensano molte persone...
Lettera alle Brigate Rosse 20 marzo 1978
So che la presente mia lettera, a ogni giudizio obiettivo e attuale non può apparire se non un vaniloquio ridicolo, idiota e scandaloso; (oltre che agli effetti pratici, un campione senza valore). E tale, anzitutto, apparirà ai miei presunti destinatari. Ma in certe ore estreme quando l’intelligenza non serve più, non resta che seguire i movimenti della propria coscienza disperata, anche se non vengono esclusivamente dalla ragione e se, purtroppo, si è consapevoli della loro inutilità. Rivolgendomi a voi brigat. (rimosso l’orrore che per mia natura di fronte a ogni violenza mi farebbe ammutolire) io mi sforzo di non dubitare, almeno, che voi crediate in piena fede ai motivi da voi dichiarati per le vostre azioni; ossia che voi siate davvero, ai vostri propri occhi, dei rivoluzionari. Confesso che dato l’uso che ne è stato fatto nella storia fino a tutt’oggi, mi ripugna ormai di ripetere la parola rivoluzione (e fin di pronunciarla). Però questa parola, per quanto stuprata e tradita, in se stessa mantiene il suo significato primo e autentico: di grande azione popolare al fine di instaurare una società più degna. Ora, su questa chiara definizione, sono state sventolate troppe bandiere equivoche. E il primo equivoco è stato di scrivere, su queste bandiere ,il motto nazionale: il fine giustifica i mezzi.Questo principio (non per niente sventolato da Benito Mussolini e dai suoi simili per le loro “rivoluzioni”) è sicura insegna di falsità. Anzi la verità sta nel suo rovescio: I mezzi denunciano il fine. Ora, i mezzi di cui voi vi servite attualmente corrispondono a un modello riconoscibile e preciso: quello stesso che distrusse le più oscure “rivoluzioni” del nostro secolo, e che si fonda su un carattere basilare: il totale disprezzo per la persona umana.
Una società instaurata nel totale disprezzo della persona umana, qualsiasi nome voglia darsi, non può essere che oscenamente fascista: e può disporre oggi, inoltre, di tali mezzi, da raffinare ancora, se possibile, i propri metodi tradizionali. Da una simile società ormai non possono nascere che generazioni di castrati e di servi. Non crediate dunque di rendervi credibili auspicando il peggio, in nome di chissà quali catarsi successive. Voi per la vostra giovane età, non avete sperimentato sulla vostra carne, la storia di questo secolo. Forse non l’avete abbastanza studiata (nemmeno quella più recente) e contate sull’ignoranza e l’inesperienza di altri giovani per farne i vostri seguaci. Voglio credere che non vi rendiate conto della corruzione che potreste esercitare così, sulle loro coscienze, né delle conseguenze innominabili che ne ricadrebbero su di loro. A chi per caso avesse letto i miei ultimi libri, sarebbe nota quale stima io faccia delle società istituite. Ma per quanto inette e corrotte possano venir giudicate certe società presenti, io mi auguro di non vivere abbastanza per assistere a nuovi totalitarismi.
Elsa Morante
...e questo era più di vent'anni fa. E, quasi come quei fantasmi che a volte ritornano, pochi giorni fa é stata scoperta un altro grosso tumore nella società. Nulla di anacronistico, infondato o non pericoloso. Un gruppo di persone infltrate negli ambiti più insospettabili della società. Ma quello che più fa paura é che c'é ancora chi crede che con i kalashnikov e le bombe si possa cambiare qualcosa.Come se la storia e le tante vittime di stragi impunite non avessero insegnato niente.
Ma nn c'é da stupirsi...é l'inevitabile conseguenza di una cultura che spinge sempre più verso la violenza.Per cui diventa tutto lecito...dal lanciare massi allo stadio a organizzare attività terroristiche. Dove si arriverà?
Una giovane idealista con tante illusioni ed una segreta, utopistica speranza...cercare, in piccolo e,per quanto possibile, di rendere questo posto il migliore dei mondi possibili!
giovedì, febbraio 15, 2007
lunedì, febbraio 05, 2007
Primo post dalla nuova rete domestica!
Eccomi qui.Un pò in bilinco, con il pc sulle ginocchia e tanti pensieri in testa da riordinare.
L'input a scrivere mi é venuto da una chiacchierata con un mio amico del liceo.E' stato tristissimo capire che non sa più nulla della mia vita.O forse non ha mai saputo nulla.
Però poi mi é venuto da pensare a me. E ho preso coscienza del fatto che io sono me stessa. E lo sono sempre stata. Con i miei casini, le mille idee da riordinare, e la voglia di imparare, di scoprire, di combattere. E mi rincuora sapere che ci sono persone che mi hanno conosciuta subito. E in maniera immediata, istintiva, rapida hanno capito verso che direzioni volgono i miei sogni, da quali ideali e obiettivi sono mossi i miei passi.
Perciò questo post voglio dedicarlo a loro...
queridas amigas del club rowenta, riuscite ad essere con me anche nei lunghi mesi di studio che ci tengono lontane.E anche se non condividiamo più insieme pasti frugali a mensa, anche se non passiamo più di mezz'ora a parlare delle nostre sventure sentimentali, vi sento vicine...
la vostra gioia, i vostri successi mi rendono troppo felice, fiera, orgogliosa e, allo stesso tempo, sapere che ci siete e ci sarete sempre mi fa sentire meno sola.
Ma km dimenticare le mie amiche di sempre?Quelle intramontabili, sempreverdi che, anche se lontane km, sono un punto di riferimento, senza il quale davvero tutto sarebbe troppo insopportabile.
E poi ci sono le mie due strane coinquiline-sorelle. Quella glamour, sempre impeccabile, con la battuta tagliente e il consiglio saggio quando sei in crisi. E quella vagabonda, con i piercing, l'aria ribelle, ma che t'inspira senza protezione.
E poi c'é il vicino di casa che ti mette di buon umore ogni mattina, una mail da un professore che ti conosceva davvero bene, un msg di tuo padre, un sorriso da un anziano a cui hai ceduto il post nel bus, una dedica su un libro, un tvb scontato, banale ma che é pur sempre un tvb, un bel film da guardare raggomitolati sull'unica poltrona che hai in casa. E poi i tuoi libri, le tue canzoni, i ricordi ke ti fanno commuovere e quelli che ti fanno incazzare pensando a tutte le persone che ti abbandonata per strada. Sì, perché questo post é dedicato anche a loro. A quella che era la mia migliore amica, al migliore amico e ad un'amicizia che mi aveva accompagnato costantemente in questi due anni a Firenze. Nel loro ricordo c'é tanta rabbia, tanto rancore mista ad una nostalgia che, nonostante le eiventi ragioni di amarezza, non accenna a passare.
Ma é grazie a tutto ciò, alle persone meravigliose che ho intorno e a quelle meno cristalline che ho incrociato, che oggi sono quella che sono. con i miei casini, le mille idee per la testa e la voglia, irrefrenabile, di vivere, di imparare, di migliorare, per quanto possibile, il mio microcosmo.
Ed é grazie a tutto ciò che il mio equilibrio instabile é assolutamente meraviglioso. Assolutamente perfetto. E se vivere é davvero questo lanciarsi su un' altalena fra l'euforia, la spensieratezza ed i momenti più cubi, grigi, incerti...allora io non voglio davvero più scen
L'input a scrivere mi é venuto da una chiacchierata con un mio amico del liceo.E' stato tristissimo capire che non sa più nulla della mia vita.O forse non ha mai saputo nulla.
Però poi mi é venuto da pensare a me. E ho preso coscienza del fatto che io sono me stessa. E lo sono sempre stata. Con i miei casini, le mille idee da riordinare, e la voglia di imparare, di scoprire, di combattere. E mi rincuora sapere che ci sono persone che mi hanno conosciuta subito. E in maniera immediata, istintiva, rapida hanno capito verso che direzioni volgono i miei sogni, da quali ideali e obiettivi sono mossi i miei passi.
Perciò questo post voglio dedicarlo a loro...
queridas amigas del club rowenta, riuscite ad essere con me anche nei lunghi mesi di studio che ci tengono lontane.E anche se non condividiamo più insieme pasti frugali a mensa, anche se non passiamo più di mezz'ora a parlare delle nostre sventure sentimentali, vi sento vicine...
la vostra gioia, i vostri successi mi rendono troppo felice, fiera, orgogliosa e, allo stesso tempo, sapere che ci siete e ci sarete sempre mi fa sentire meno sola.
Ma km dimenticare le mie amiche di sempre?Quelle intramontabili, sempreverdi che, anche se lontane km, sono un punto di riferimento, senza il quale davvero tutto sarebbe troppo insopportabile.
E poi ci sono le mie due strane coinquiline-sorelle. Quella glamour, sempre impeccabile, con la battuta tagliente e il consiglio saggio quando sei in crisi. E quella vagabonda, con i piercing, l'aria ribelle, ma che t'inspira senza protezione.
E poi c'é il vicino di casa che ti mette di buon umore ogni mattina, una mail da un professore che ti conosceva davvero bene, un msg di tuo padre, un sorriso da un anziano a cui hai ceduto il post nel bus, una dedica su un libro, un tvb scontato, banale ma che é pur sempre un tvb, un bel film da guardare raggomitolati sull'unica poltrona che hai in casa. E poi i tuoi libri, le tue canzoni, i ricordi ke ti fanno commuovere e quelli che ti fanno incazzare pensando a tutte le persone che ti abbandonata per strada. Sì, perché questo post é dedicato anche a loro. A quella che era la mia migliore amica, al migliore amico e ad un'amicizia che mi aveva accompagnato costantemente in questi due anni a Firenze. Nel loro ricordo c'é tanta rabbia, tanto rancore mista ad una nostalgia che, nonostante le eiventi ragioni di amarezza, non accenna a passare.
Ma é grazie a tutto ciò, alle persone meravigliose che ho intorno e a quelle meno cristalline che ho incrociato, che oggi sono quella che sono. con i miei casini, le mille idee per la testa e la voglia, irrefrenabile, di vivere, di imparare, di migliorare, per quanto possibile, il mio microcosmo.
Ed é grazie a tutto ciò che il mio equilibrio instabile é assolutamente meraviglioso. Assolutamente perfetto. E se vivere é davvero questo lanciarsi su un' altalena fra l'euforia, la spensieratezza ed i momenti più cubi, grigi, incerti...allora io non voglio davvero più scen
mercoledì, gennaio 17, 2007
Niente Lambrusco né popcorn!
La mia vita in questi giorni non é stata né Lambrusco nè popcorn...semmai un crescendo di brufoli, capelli sempre più privi di senso e occhiaie da vero panda.
Eppure mi sembra di avere una tale tabula rasa in testa...sto seriamente pensando che i miei neuroni sianon andati in sciopero. Magari a fomentarli c'é Caruso che li invita ad uno sciopero di massa...si sono piazzati belli sdraiati sulle sinapsi delle aree associative, impedendo il passaggio di qualche buon vecchio neurotrasmettitore. Per non parlare delle mobilizzazioni di massa che sono in atto nel sistema limbico. Disordini che mandano in tilt le normali funzioni cognitive, rendono altalenanti le percezioni emotive e impediscono qualsiasi normale attività di memorizzazione o di pensiero. Sono in una situazione di sclero totale, mi sento scossaagitataeunpònervosààà...ma non sarò mai acida!E poi ho deciso di affrontare quest'anno da combattente!Degna conclusione di un post terribile...a presto amichetti di sventure e di giubilo.
E che la vita possa, comunque, essere sempre un continuo Lambrusco e popcorn. Anche nei mesi di studio matto e disperatissimo. Hasta luego o anche Hasta la victoria siempre!
Eppure mi sembra di avere una tale tabula rasa in testa...sto seriamente pensando che i miei neuroni sianon andati in sciopero. Magari a fomentarli c'é Caruso che li invita ad uno sciopero di massa...si sono piazzati belli sdraiati sulle sinapsi delle aree associative, impedendo il passaggio di qualche buon vecchio neurotrasmettitore. Per non parlare delle mobilizzazioni di massa che sono in atto nel sistema limbico. Disordini che mandano in tilt le normali funzioni cognitive, rendono altalenanti le percezioni emotive e impediscono qualsiasi normale attività di memorizzazione o di pensiero. Sono in una situazione di sclero totale, mi sento scossaagitataeunpònervosààà...ma non sarò mai acida!E poi ho deciso di affrontare quest'anno da combattente!Degna conclusione di un post terribile...a presto amichetti di sventure e di giubilo.
E che la vita possa, comunque, essere sempre un continuo Lambrusco e popcorn. Anche nei mesi di studio matto e disperatissimo. Hasta luego o anche Hasta la victoria siempre!
lunedì, gennaio 08, 2007
Oggi sto bene così
Era da tanto che non mi sentivo davvero a posto con me stessa.
Ed é stato un effetto strano passare il pm post-esame senza essere depressa ma con tanta adrenalina in circolo...
Era da tanto, tanto tempo che non avevo una soddisfazione. Al punto che ormai andavo agli esami già sapendo che avrei portato a casa un'altra delusione.
Ma la vita é sempre pronta a stupirmi, a farmi capire che in fondo mi sbaglio sempre. Perché gli sforzi, la passione, la dedizione, il dedicare tutto te stessa alla cosa che ami, ti ripaga. Sempre.
Prima o poi. A fasi alterne e in modo strano e spesso incomprensibile a noi poveri umani.
Perché prendere 30 é una vittoria allo stesso modo che prendere 18, perché un bel voto non ti cambia la vita e ti rende una persona migliore.
Perché la vera e unica vittoria é addormentarsi ogni sera avendo il cervello trivellato di tante belle notizie in più. Il vero successo é spiegare ai tuoi amici le notizie di Tg2 Salute, come se stessi parlando della cosa più bella del mondo. La vera vittoria é sentire questo senso di pienezza e di amore per lo studio che mi accompagna sempre di più.
Ma intanto, visto che sono una povera umana anch'io, per oggi mi godo questo bel numeretto. Da domani scenderò dalle nuvole e capirò che sono ben altri gli ossi duri. Questo, diciamo, é stato una piccola goccia nel mare. Ma sono anche le gocce a fare la differenza.See you soon
Ed é stato un effetto strano passare il pm post-esame senza essere depressa ma con tanta adrenalina in circolo...
Era da tanto, tanto tempo che non avevo una soddisfazione. Al punto che ormai andavo agli esami già sapendo che avrei portato a casa un'altra delusione.
Ma la vita é sempre pronta a stupirmi, a farmi capire che in fondo mi sbaglio sempre. Perché gli sforzi, la passione, la dedizione, il dedicare tutto te stessa alla cosa che ami, ti ripaga. Sempre.
Prima o poi. A fasi alterne e in modo strano e spesso incomprensibile a noi poveri umani.
Perché prendere 30 é una vittoria allo stesso modo che prendere 18, perché un bel voto non ti cambia la vita e ti rende una persona migliore.
Perché la vera e unica vittoria é addormentarsi ogni sera avendo il cervello trivellato di tante belle notizie in più. Il vero successo é spiegare ai tuoi amici le notizie di Tg2 Salute, come se stessi parlando della cosa più bella del mondo. La vera vittoria é sentire questo senso di pienezza e di amore per lo studio che mi accompagna sempre di più.
Ma intanto, visto che sono una povera umana anch'io, per oggi mi godo questo bel numeretto. Da domani scenderò dalle nuvole e capirò che sono ben altri gli ossi duri. Questo, diciamo, é stato una piccola goccia nel mare. Ma sono anche le gocce a fare la differenza.See you soon
sabato, dicembre 30, 2006
Ora siamo davvero agli sgoccioli...
Ora siamo davvero agli sgoccioli...ultimo giorno di un anno che sta per volare via.
Ore di bilanci,sforzi mentali per ricordare l'esatto corso degli eventi, sguardi indiscreti sul pc alla ricerca di foto che ti ricordassero le vacanze di quest'anno.
Ed é incredibile come ci si aggrappi in maniera morbosa all'anno che sta per sfuggirti di mano...in fondo cosa ne sappiamo dell'anno nuovo che verrà?Chi potrà giurarci che sarà migliore di quello passato?Chi potrà assicurarci che penseri, desideri, obiettivi, azioni si traducano in azioni concrete?
Ed ecco che la solita paura difronte all'imprevedibilità del reale ti prende e ti fa perdere di vista quello che vuoi davvero. Un nuovo anno.
Dal quale ripartire. Ma, stavolta non con la marcia bassa, ma con la furia e la grinta di chi si é rotto di accettare un altro anno come questo.
E' stato l'anno dei pianti, delle gastriti, dei votacci da accettare passivamente, dei colpi duri al tuo sogno, delle delusioni, delle angosce latenti esplose in maniera assurda, delle firme di frequenza, di Urbano, della sola e unica settimana d'estate in un mese, delle nottate passate a studiare mentre i tuoi amici sono fuori a divertirsi, delle elezioni vinte con una esigua maggioranza, delle coppie inaspettate ( vedi Giggggi e Anna) e di quelle non ancora realizzate (vedi membri del club Rowenta), delle incertezze, dei problemi piccoli e grandi, di un dente spezzato, un labbro tagliato, un'ustione da marmitta di motorino, delle settimane passate sotto antibiotico a causa delle mie cadute, del ciclo desaparecido e del ciclo di Krebs, della pompa sodio-potassio e dei tassi d'incidenza.
Ma, dopotutto, é stato anche l'anno delle new entries nel nuovo gruppo, delle cene e delle feste ad ogni occasione buona, dei nuovi amori che alcune di noi hanno incontrato, delle opportunità di cambiare e di cambiarci, delle svolte, dei riscatti, dei successi, degli ostacoli messi apposta lì per rendere le persone forti, grintose, invincibili. E' stato l'anno dell'Amicizia. Quella vera. Che non si perde davanti a niente.Che siano grandi prove della vita o l'emblematica scelta della cioccolata da mangiare. L'anno delle misericordie, dei tonni di Fra, degli alberi genealogici su famiglie improvvisate, delle maledizioni al peritoneo, dei cd di Fede e Bea, dei prodotti per i capelli di Maria, delle canzoni di Nek di Sara, degli orecchini di Lucia, dei calzini di Virgi, delle mille attività di Laura,delle mie frasi a sproposito.L'anno in cui essere una donna non si limita da indossare una minigonna e l'anno in cui i piccioni si schiantano alle finestre.L'anno di una nuova casa, di nuove sorelle-coinquiline, di un nuovo giardino e di nuovi vicini di casa.
E' stato l'anno in cui, nel bene e nel male, sono cambiata. Ho nuove sicurezze a Firenze e certezze in più a casa. Ma anche la testa piena di idee confuse, progetti, ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
Ed é da qui che voglio partire. Cominciare il nuovo anno saltellando serena sul tracciato della mia nuova vita.Con la testa ancora piena di idee confuse, progetti e ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
E quando tutti saranno pronti ad urlare, tappi di spumante a schizzare in cielo impazziti, quando nel conto alla rovescia, fra l'uno e il cacaomeravigliao ci sarà solo un infinitesimo secondo, io cercherò di pensare, quanto più forte mi riuscirà, al nuovo anno. Perché ora so davvero quello che voglio.
Ore di bilanci,sforzi mentali per ricordare l'esatto corso degli eventi, sguardi indiscreti sul pc alla ricerca di foto che ti ricordassero le vacanze di quest'anno.
Ed é incredibile come ci si aggrappi in maniera morbosa all'anno che sta per sfuggirti di mano...in fondo cosa ne sappiamo dell'anno nuovo che verrà?Chi potrà giurarci che sarà migliore di quello passato?Chi potrà assicurarci che penseri, desideri, obiettivi, azioni si traducano in azioni concrete?
Ed ecco che la solita paura difronte all'imprevedibilità del reale ti prende e ti fa perdere di vista quello che vuoi davvero. Un nuovo anno.
Dal quale ripartire. Ma, stavolta non con la marcia bassa, ma con la furia e la grinta di chi si é rotto di accettare un altro anno come questo.
E' stato l'anno dei pianti, delle gastriti, dei votacci da accettare passivamente, dei colpi duri al tuo sogno, delle delusioni, delle angosce latenti esplose in maniera assurda, delle firme di frequenza, di Urbano, della sola e unica settimana d'estate in un mese, delle nottate passate a studiare mentre i tuoi amici sono fuori a divertirsi, delle elezioni vinte con una esigua maggioranza, delle coppie inaspettate ( vedi Giggggi e Anna) e di quelle non ancora realizzate (vedi membri del club Rowenta), delle incertezze, dei problemi piccoli e grandi, di un dente spezzato, un labbro tagliato, un'ustione da marmitta di motorino, delle settimane passate sotto antibiotico a causa delle mie cadute, del ciclo desaparecido e del ciclo di Krebs, della pompa sodio-potassio e dei tassi d'incidenza.
Ma, dopotutto, é stato anche l'anno delle new entries nel nuovo gruppo, delle cene e delle feste ad ogni occasione buona, dei nuovi amori che alcune di noi hanno incontrato, delle opportunità di cambiare e di cambiarci, delle svolte, dei riscatti, dei successi, degli ostacoli messi apposta lì per rendere le persone forti, grintose, invincibili. E' stato l'anno dell'Amicizia. Quella vera. Che non si perde davanti a niente.Che siano grandi prove della vita o l'emblematica scelta della cioccolata da mangiare. L'anno delle misericordie, dei tonni di Fra, degli alberi genealogici su famiglie improvvisate, delle maledizioni al peritoneo, dei cd di Fede e Bea, dei prodotti per i capelli di Maria, delle canzoni di Nek di Sara, degli orecchini di Lucia, dei calzini di Virgi, delle mille attività di Laura,delle mie frasi a sproposito.L'anno in cui essere una donna non si limita da indossare una minigonna e l'anno in cui i piccioni si schiantano alle finestre.L'anno di una nuova casa, di nuove sorelle-coinquiline, di un nuovo giardino e di nuovi vicini di casa.
E' stato l'anno in cui, nel bene e nel male, sono cambiata. Ho nuove sicurezze a Firenze e certezze in più a casa. Ma anche la testa piena di idee confuse, progetti, ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
Ed é da qui che voglio partire. Cominciare il nuovo anno saltellando serena sul tracciato della mia nuova vita.Con la testa ancora piena di idee confuse, progetti e ambizioni e il cuore sempre più proteso verso la mia missione.
E quando tutti saranno pronti ad urlare, tappi di spumante a schizzare in cielo impazziti, quando nel conto alla rovescia, fra l'uno e il cacaomeravigliao ci sarà solo un infinitesimo secondo, io cercherò di pensare, quanto più forte mi riuscirà, al nuovo anno. Perché ora so davvero quello che voglio.
domenica, dicembre 24, 2006
Voglio il teletrasporto!
Scrivo questo post dal pulmann in cui sono rinchiusa da ben 8 ore, nella stessa identica posizione di 8 ore fa e con la stessa identica puzza di piedi\topo in cancrena che non accenna a svanire...
Ebbene, dopo 8 ore di viaggio, la stessa identica posizione e la stessa puzza di piedi sono ancora a Roma. Con la Prenestina ovest che sembra un miraggio.
Intorno a me auto stracolme di persone altrettanto esauste, stipate al minimo in abitacoli stracolmi di bebé, pacchetti regalo, cappotti e valige qua e là.
Dietro di me l'autista sta tentando di comunicare in lucano stretto con un fiorentino che lo guarda interdetto. Non bisogna andare in Turchia per assistere ad episodi di incomunicabilità.
Ma, tutto sommato, la voglia di ritornare a casa, di mettere a dura prova il mio antro pilorico con panettoni, cotechini, lasagne e agnelli (un giorno prima zompettanti, il giorno dopo gloriosamente immersi i n un mare d'olio e di patate!) mi fa superare qualsiasi difficoltà...
Tra poco abbraccerò la mia mamma e il mio babbo giocherellone, il mio fratellone...peccato che il mio gatto sia desaparecido ormai da settimane e il mio cane troppo anziano per accogliermi degnamente...
...Ho appena cambiato idea!!!Il mio livello di sopportazione é giunto al massimo...l'autista mi ha appena comunicato che siamo a 180 km da Caserta (ancora!), che ci sono 50 km di coda e che, nella migliore delle ipotesi, arriveremo di notte!
Sto fermamente desiderando il teletrasporto, vorrei essere capace di smaterializzare tutti i miei adipociti e volare, leggera e sognante, su questa strada affollata da traffico e vacanzieri impazziti.
Tutto, però, serve nella vita. Questa esperienza, insieme drammatica ed esilarante, oppure oserei definire tragicomica mi ha dato lo spunto per formulare il decalogo del buon viaggiatore al quale attenersi strettamente se si vuole salvaguardare il proprio benessere psicofisico e ritornare alla domus paterna senza rischiare una crisi di nervi:
1)STUDIARE LE PARTENZE INTELLIGENTI:tipo partire il 15 gennaio quando sarete certi che sulle autostrade ci sarete solo voi e che tutti i panettoni saranno a metà prezzo per liquidazione-post-Natale.
2)PORTARSI DIETRO UN KIT PER COMBATTERE LA NOIA (nel caso dovreste trovare delle code): tipo kit taaglio e cucito, piastra elettrica, silk-epil, striscette per i baffi o, all'occorenza, optare per il buon vecchio metodo della conta delle pecore.
3)SE SEI IN BUS EVITARE LE SORGENTI DI CATTIVI ODORI:ovvero tipi strani, con scarpe da ginnastica che appaiono in putrefazione. Potresti sottoporti ad ondate PERMANENTI di fetore.
4)EVITARE DI GUARDARE IL TRAFFICO: le code sembrano sempre più luinghe di quelle che sono in realtà.
5)EVITARE DI PENSARTI GIA' CASA: magari già per cena con l'allegro intrattenimento di Un posto al sole. Potresti farti del male.
6)SCEGLIERSI ALLEGRI COMPAGNI DI VIAGGIO: magari cantando insieme "Machecefrega-machece'mporta" il tempo passa più in fretta. E pensare al "vino de li castelli" può tirarti su il morale.
7)AVER SEMPRE A PORTATA DI MANO CARTA E PENNA:é nei momenti peggiori che può uscire qualcosa di buono.
8)SCEGLIERE UNA RADIO CHE NON SIA RDS:ogni due ore ripropone,nell'ordine citato, Tiziano Ferro,Elisa e Liga, e Raf. Ma, in fondo, Radio Maria non mi pare cmq, un'altrenativa allettante.
9)PENSARE CHE, IN FONDO, POTEVA ANDARE PEGGIO:esodo di Ferragosto sulla Salerno-Reggio con la testa incastrata fra un materassino (gonfiato già da casa per non perdere tempo in spiaggia) e le pinne-fucili-ed occhiali, nonché con la macchina invasa da angurie libere e fluttuanti.
10)PENSARE INTENSAMENTE AL FATTO CHE "SE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, CE NE SARANNO ALTRETTANTE PER SCENDERE GIù" ergo, prima o poi, si arriverà.
Tanti cari saluti. In attesa del teletrasporto. E di conoscere Riccardo Scamarcio.Fe
Ebbene, dopo 8 ore di viaggio, la stessa identica posizione e la stessa puzza di piedi sono ancora a Roma. Con la Prenestina ovest che sembra un miraggio.
Intorno a me auto stracolme di persone altrettanto esauste, stipate al minimo in abitacoli stracolmi di bebé, pacchetti regalo, cappotti e valige qua e là.
Dietro di me l'autista sta tentando di comunicare in lucano stretto con un fiorentino che lo guarda interdetto. Non bisogna andare in Turchia per assistere ad episodi di incomunicabilità.
Ma, tutto sommato, la voglia di ritornare a casa, di mettere a dura prova il mio antro pilorico con panettoni, cotechini, lasagne e agnelli (un giorno prima zompettanti, il giorno dopo gloriosamente immersi i n un mare d'olio e di patate!) mi fa superare qualsiasi difficoltà...
Tra poco abbraccerò la mia mamma e il mio babbo giocherellone, il mio fratellone...peccato che il mio gatto sia desaparecido ormai da settimane e il mio cane troppo anziano per accogliermi degnamente...
...Ho appena cambiato idea!!!Il mio livello di sopportazione é giunto al massimo...l'autista mi ha appena comunicato che siamo a 180 km da Caserta (ancora!), che ci sono 50 km di coda e che, nella migliore delle ipotesi, arriveremo di notte!
Sto fermamente desiderando il teletrasporto, vorrei essere capace di smaterializzare tutti i miei adipociti e volare, leggera e sognante, su questa strada affollata da traffico e vacanzieri impazziti.
Tutto, però, serve nella vita. Questa esperienza, insieme drammatica ed esilarante, oppure oserei definire tragicomica mi ha dato lo spunto per formulare il decalogo del buon viaggiatore al quale attenersi strettamente se si vuole salvaguardare il proprio benessere psicofisico e ritornare alla domus paterna senza rischiare una crisi di nervi:
1)STUDIARE LE PARTENZE INTELLIGENTI:tipo partire il 15 gennaio quando sarete certi che sulle autostrade ci sarete solo voi e che tutti i panettoni saranno a metà prezzo per liquidazione-post-Natale.
2)PORTARSI DIETRO UN KIT PER COMBATTERE LA NOIA (nel caso dovreste trovare delle code): tipo kit taaglio e cucito, piastra elettrica, silk-epil, striscette per i baffi o, all'occorenza, optare per il buon vecchio metodo della conta delle pecore.
3)SE SEI IN BUS EVITARE LE SORGENTI DI CATTIVI ODORI:ovvero tipi strani, con scarpe da ginnastica che appaiono in putrefazione. Potresti sottoporti ad ondate PERMANENTI di fetore.
4)EVITARE DI GUARDARE IL TRAFFICO: le code sembrano sempre più luinghe di quelle che sono in realtà.
5)EVITARE DI PENSARTI GIA' CASA: magari già per cena con l'allegro intrattenimento di Un posto al sole. Potresti farti del male.
6)SCEGLIERSI ALLEGRI COMPAGNI DI VIAGGIO: magari cantando insieme "Machecefrega-machece'mporta" il tempo passa più in fretta. E pensare al "vino de li castelli" può tirarti su il morale.
7)AVER SEMPRE A PORTATA DI MANO CARTA E PENNA:é nei momenti peggiori che può uscire qualcosa di buono.
8)SCEGLIERE UNA RADIO CHE NON SIA RDS:ogni due ore ripropone,nell'ordine citato, Tiziano Ferro,Elisa e Liga, e Raf. Ma, in fondo, Radio Maria non mi pare cmq, un'altrenativa allettante.
9)PENSARE CHE, IN FONDO, POTEVA ANDARE PEGGIO:esodo di Ferragosto sulla Salerno-Reggio con la testa incastrata fra un materassino (gonfiato già da casa per non perdere tempo in spiaggia) e le pinne-fucili-ed occhiali, nonché con la macchina invasa da angurie libere e fluttuanti.
10)PENSARE INTENSAMENTE AL FATTO CHE "SE TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA, CE NE SARANNO ALTRETTANTE PER SCENDERE GIù" ergo, prima o poi, si arriverà.
Tanti cari saluti. In attesa del teletrasporto. E di conoscere Riccardo Scamarcio.Fe
venerdì, dicembre 15, 2006
A volte ritornano...
E' ormai questa la frase che pronuncia chi mi vede girare per la biomedica, date le mie ultime sparizioni.Tranquilli, non c'entrano UFO, fenomeni paranormali o un nascente amore per la clausura...é che ormai il tempo é diventato davvero una scommessa.
E trovare mezz'ora di tempo il giorno da dedicare allo studio, sempre più una conquista.
Laboratori, esami proliferanti, ade e annesse perdite di tempo sono dei veri e propri macrofagi delle tue giornate...e, per leggere il mio meraviglioso ultimo libro devo restare sveglia la notte.
Ma che bello, però, riimmergersi nell'atmosfera universitaria...passare, anche se fugacemente, in biomedica per un caffé con gli altri, un pranzo veloce alla mensa perdendosi in lunghe invettive su lapis e matite, programmare la gita da zitelle per assaltare una cioccolateria.
E a chi dice che all'università si viene solo per sgomitare e dimostrare la propria erudizione, evidentemente, non ha conosciuto tutto ciò.
E trovare mezz'ora di tempo il giorno da dedicare allo studio, sempre più una conquista.
Laboratori, esami proliferanti, ade e annesse perdite di tempo sono dei veri e propri macrofagi delle tue giornate...e, per leggere il mio meraviglioso ultimo libro devo restare sveglia la notte.
Ma che bello, però, riimmergersi nell'atmosfera universitaria...passare, anche se fugacemente, in biomedica per un caffé con gli altri, un pranzo veloce alla mensa perdendosi in lunghe invettive su lapis e matite, programmare la gita da zitelle per assaltare una cioccolateria.
E a chi dice che all'università si viene solo per sgomitare e dimostrare la propria erudizione, evidentemente, non ha conosciuto tutto ciò.
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