Oggi ho voglia di parlare a me stessa.
L'abbronzatura del mese scorso non dà più segni d'esistenza e con essa é rimasta in vacanza un pò della spensieratezza che avevo il mese scorso.
Ora sono qui. Con la faccia pallida, un pò di chili in meno e, fino ai giorni scorsi, un umore davvero in cantina. Come se ascoltassi solo ora il suono sgradevole di tutte le brutte notizie di questi mesi.
Come se la mia pazienza fosse davvero giunta al limite. Come se davvero nulla sembrasse procedere per il verso giusto.E non sapevo da dove ricominciare a mettere ordine, in questo cumulo di macerie.
Oggi, però, voglio partire da me. Ed appeso al mio armadio c'é la lista degli esami che mi separano dalla laurea. Perché voglio divorarli.
E dentro di me tanti progetti. Così tanti che non so ancora se riuscirò a realizzarli o se, alla fine, mi dovrò ritrovare a togliere tempo di nuovo alle persone che amo.
E poi c'é l'Africa o l'America Latina. E tutti i volti sconosciuti che incrocerò, i bambini che proverò a consolare, le crisi che dovrò superare. Perché la voglia di darmi da fare é tanta. E non posso più ignorarla. Anche se ora sono inesperta, anche se sono incerta, anche se ho ancora da imparare tanto.
E poi c'é Capo Nord sul quale, prima o poi, getterò la mia bandiera personale. A ricordarmi che dopo un ostacolo, apparentemente insormontabile, c'é ancora tanto da lottare. E fortuna che non si finisce mai.
E poi c'é tutto ciò che quest'anno, di ritmo un pò più lento, vorrà portarmi.
E mi aggrappo a quella forza che so di avere. E che mi rassicura. Perché quando arriva tutto, davvero tutto, insieme , dopo incerti traballamenti, mi ritrovo sempre qui.
E mi aggrappo al mio coraggio. Perché ho capito di non aver paura di volare, di ammettere nuovi compagni di viaggio nel mio vivere. Di sentirmi un pò più vulnerabile ma forse un pizzico in più felice.
E questa volta non costruirò nuove barriere. Non ricomincerò il certosino e maniacale lavoro di costruzione di nuove muraglie. Non mi chiuderò nel puro culto della mia persona.
E tantomeno non mi lancerò in tentativi di denigrazione o premerò, con forza, il tasto reset.
Perché voglio davvero tenere vivo, forte, pulsante dentro me ogni singolo dettaglio di questo volo. Così come voglio ricordare ogni momento di questo duro, difficile anno.
Che mi ha insegnato l'imprevedibilità, l'incertezza ma anche fatto assaporare il sapore della pura vita.
Ora lo so. Ne sono certa. IO NON HO PAURA.
Una giovane idealista con tante illusioni ed una segreta, utopistica speranza...cercare, in piccolo e,per quanto possibile, di rendere questo posto il migliore dei mondi possibili!
martedì, settembre 11, 2007
domenica, settembre 09, 2007
Ricominciare da un piatto di pasta e zucchine
Chi mi conosce sa i "medievalismi"che mi contraddistinguono. Prima di fare un esame comincio a dire frasi del tipo "se il prossimo pullman che passa é il 18, passo l'esame", saltellando poi per tutta la strada se é davvero così. Oggi, é successa un pò la stessa cosa.
Come al solito l'astenia e la debolezza muscolare mi toglievano ogni voglia di gettarmi in qualsiasi tipo di progetto. Ma, cavolo, mi sono detta, é domenica. Certo, sono inappetente e neanche un piatto di lasagne potrebbe resuscitare il mio smisurato amore per la buona tavola, ma da qualche parte si doveva cominciare. Così mi sono lanciata in un poco elaborato piatto con i miei soliti medievalismi. Avrei ricominciato da qui, se tutto ciò aveva un che di commestibile.
E così é stato. Anche il severo giudice Linda mi ha fatto i complimenti. E io ho capito che, forse, qualcosa, sono ancora in grado di combinarla.
E che é il caso di partire da un piatto di pasta e zucchine per smetterla di sentirsi a terra.
E' stato davvero un periodaccio. Come se una coltre di oscuro malessere mi fosse piombata addosso.Tanti problemi che, con il solito tempismo tipico degli sfaceli, mi si sono abbattuti incontro. E poi c'é questo senso perenne di mancanza che mi accompagna. Per tutto ciò che mi é stato tolto, per la spensieratezza un pò perduta, per tutte le strade che avrei voluto percorrere e per gli sguardi non più incrociati.
Ma rimango ancora una fervente fautrice del fatto che una dose massiccia di problemi é il miglior metodo, se non l'unico, per rendere larghe le tue spalle, forte il tuo cuore, lungimirante e sicuro il tuo sguardo.
E ho ancora troppo da dover dare. Ho promesso troppe cose pe poter abbassare le difese.
Sono spesso contraddittoria, lunatica e i miei sbalzi d'umore sono noti a chiunque mi conosca oltre le 24 ore. Vivo continuamente protesa a cercare di migliorarmi, in un'insoddisfazione che é sempre stata la mia molla, con la testa piena di sogni e di pensieri confusi. E, spesso, ho paura di ammettere che sono in seria difficoltà. Quasi come se chiedere aiuto fosse un serio dramma.
Ma ho terribilmente voglia di lasciare spazio a quella me delle battute idiote, quella che ride ascoltando i neomelodici e crede sempre che tutto volgerà al meglio.
In fondo é una questione di proporzioni...bisogna solo attendere che la positività inebri ogni parte di me e spazzi ogni traccia di cattivopensiero. Possibilmente assieme a questo cavolo batteriovirusocosadiavolosia che viaggia indisturbato per il mio circolo ematico.
Come al solito l'astenia e la debolezza muscolare mi toglievano ogni voglia di gettarmi in qualsiasi tipo di progetto. Ma, cavolo, mi sono detta, é domenica. Certo, sono inappetente e neanche un piatto di lasagne potrebbe resuscitare il mio smisurato amore per la buona tavola, ma da qualche parte si doveva cominciare. Così mi sono lanciata in un poco elaborato piatto con i miei soliti medievalismi. Avrei ricominciato da qui, se tutto ciò aveva un che di commestibile.
E così é stato. Anche il severo giudice Linda mi ha fatto i complimenti. E io ho capito che, forse, qualcosa, sono ancora in grado di combinarla.
E che é il caso di partire da un piatto di pasta e zucchine per smetterla di sentirsi a terra.
E' stato davvero un periodaccio. Come se una coltre di oscuro malessere mi fosse piombata addosso.Tanti problemi che, con il solito tempismo tipico degli sfaceli, mi si sono abbattuti incontro. E poi c'é questo senso perenne di mancanza che mi accompagna. Per tutto ciò che mi é stato tolto, per la spensieratezza un pò perduta, per tutte le strade che avrei voluto percorrere e per gli sguardi non più incrociati.
Ma rimango ancora una fervente fautrice del fatto che una dose massiccia di problemi é il miglior metodo, se non l'unico, per rendere larghe le tue spalle, forte il tuo cuore, lungimirante e sicuro il tuo sguardo.
E ho ancora troppo da dover dare. Ho promesso troppe cose pe poter abbassare le difese.
Sono spesso contraddittoria, lunatica e i miei sbalzi d'umore sono noti a chiunque mi conosca oltre le 24 ore. Vivo continuamente protesa a cercare di migliorarmi, in un'insoddisfazione che é sempre stata la mia molla, con la testa piena di sogni e di pensieri confusi. E, spesso, ho paura di ammettere che sono in seria difficoltà. Quasi come se chiedere aiuto fosse un serio dramma.
Ma ho terribilmente voglia di lasciare spazio a quella me delle battute idiote, quella che ride ascoltando i neomelodici e crede sempre che tutto volgerà al meglio.
In fondo é una questione di proporzioni...bisogna solo attendere che la positività inebri ogni parte di me e spazzi ogni traccia di cattivopensiero. Possibilmente assieme a questo cavolo batteriovirusocosadiavolosia che viaggia indisturbato per il mio circolo ematico.
martedì, settembre 04, 2007
Avril, ci manchi!
E mentre io navigo in mari di tachipirina, bromocriptina, prugne, carboidrati e pura noia...la nostra Cettina é approdata in lidi lontani.Finalmente oggi ho capito dove l'ha portata il suo viaggio last second, deciso davvero all'ultimo minuto e senza una meta precisa...Amorgos...isoletta davvero carina delle Cicladi che, a quanto pare la sta ispirando davvero tanto, dato le parole del suo sms: "navigo in una nuvola di miele...e quanto é dolce vivere!".
Mio commento a questo sms: "Che bello vedere Cetta così serena e felice".
Commento di Linda:"Ma che c'ha messo in quel narghilé?"
Aggiornamento: Licia ora é a Santorini!...E io ancora qui con la febbre persistente!
lunedì, settembre 03, 2007
Post di pura noia
Ore 17:20. Situazione non diversa dalle 17:20 di ieri o dalle ore mattutine.
Faccio la spola fra il letto, la poltrona e il libro di fisiologia. Ho la febbre e mi annoio...odio questa febbre che non se ne va, odio i linfonodi ingrossati, il fucsia della confezione della tachipirina e il mio costante mal di testa. In questo momento vorrei essere in qualsiasi altro posto fuorché qui...e pensare che un mese fa partivo per il mare e che da lì sarebbe cominciata una delle più belle vacanze della mia vita. Non perché abbia esplorato lidi lontani o vissuto l'intensa movida di un'isola europea, anzi. Una settimana di puro relax, sole e risate. Con i miei che mi infarcivano di cibo, la birra e i cornetti di mezzanotte, le passeggiate chilometriche sulla spiaggia.
E poi c'é stata la settimana folle...quella con le mie amiche giù, a spasso per la Val d'Agri o meglio spiaccicate in sei in macchina, a ridere dei personaggi strani e della mia guida bohemienne.
Ed é stato tutto speciale così. Proprio perché é stato tutto naturale, senza forzature o formalismi, quasi come se avessero sempre vissuto con me.
E quello che mi consola é che sta per iniziare un nuovo anno e avrò tanto ancora da scoprire, da imparare, da conquistare. Anche se ora mi sento irritabile, stanca e tanto tanto annoiata.
Faccio la spola fra il letto, la poltrona e il libro di fisiologia. Ho la febbre e mi annoio...odio questa febbre che non se ne va, odio i linfonodi ingrossati, il fucsia della confezione della tachipirina e il mio costante mal di testa. In questo momento vorrei essere in qualsiasi altro posto fuorché qui...e pensare che un mese fa partivo per il mare e che da lì sarebbe cominciata una delle più belle vacanze della mia vita. Non perché abbia esplorato lidi lontani o vissuto l'intensa movida di un'isola europea, anzi. Una settimana di puro relax, sole e risate. Con i miei che mi infarcivano di cibo, la birra e i cornetti di mezzanotte, le passeggiate chilometriche sulla spiaggia.
E poi c'é stata la settimana folle...quella con le mie amiche giù, a spasso per la Val d'Agri o meglio spiaccicate in sei in macchina, a ridere dei personaggi strani e della mia guida bohemienne.
Ed é stato tutto speciale così. Proprio perché é stato tutto naturale, senza forzature o formalismi, quasi come se avessero sempre vissuto con me.
E quello che mi consola é che sta per iniziare un nuovo anno e avrò tanto ancora da scoprire, da imparare, da conquistare. Anche se ora mi sento irritabile, stanca e tanto tanto annoiata.
sabato, agosto 25, 2007
Grazie guerriero
Ora i tempi sono maturi. Per parlare,mettere a nudo la propria anima, evitare che tutto ciò che é stato possa sfuggire al ricordo.
Forse le settimane scorse era ancora troppo presto, ma ora il fiume di parole che mi viene da dentro non può più essere arrestato. E forse quel buco alla bocca dello stomaco sta cominciando a diventare nicchia del ricordo. E a fare meno male.
"Avrei voluto dirti ancora tante cose. Raccontarti di me, dei miei progetti, degli esami che avevo fatto e di tutti gli ostacoli che ancora ci sono. Ma il tempo fugace ha segnato la sua ora.
E l'ineluttabile, per me inaccettabile, é arrivato. E ora un vuoto di spazio, di tempo, di essenza ci separa. E tutto é accaduto così presto. Senza avere neanche il tempo di dirti quanto ti ho voluto bene o che per me eri il nonno speciale.
E ti avrei ascoltato ancora per ore. Parlare del freddo gelido della Russia, del Donn ghiacciato, delle tue peregrinazioni per l'Europa, di quanto hai desiderato tornare a casa. E, anche se tutti conoscevamo a memoria quelle storie, ogni volta avevi la capacità di renderle diverse, arricchite da nuovi particolari.Ed ecco che il freddo siberiano diventava sempre più freddo e quà e là apparivano nuovi personaggi.
E mi sembra ancora di vederti.Quando, di ritorno dalla messa della domenica, passavi a salutarci o quando, con orgoglio e soddisfazione, mostravi i prodotti del tuo orto o decantavi il potere soporifero del tuo vino.
E mi sembra ancora di sentire le urla di nonna quando entravi in casa con le scarpe sporche, quando ti addormentavi nel mezzo della giornata o iniziavi discorsi interminabili ai pranzi di Natale. O quando fingevi sistematicamente di non aver visto l'ora per restare un pò di più in campagna.
Per non parlare delle tue celebri poesie, di come ammiravi ogni singolo mattone della casa che avevi costruito, di quanto ti piacesse avere tutta la famiglia intorno, come fosse sempre la prima volta.Sei stata l'unica persona alla quale non avevo avuto il coraggio di dire che menzogna fosse la DC.
E ancora, a volte, mi capita di pensare che dovrei chiamarti. Perché, soprattutto negli ultimi mesi, quando la voglia di lasciarti andare era tanta, la mia voce ti riportava sempre alla lotta. Ed ecco che ti impegnavi, contro la sofferenza, la malattia, lo sfinimento e ti aggrappavi alla vita, ai tuoi affetti con una riserva inesauribile di forza.
E non dimenticherò mai il tuo saluto.So che é irrazionale, non scientifico e visionario, ma mi piace pensare che tu abbia voluto salutarmi. E quella forte,fortissima stretta di mano, e quella frase che non sono riuscita a capire resterà, per sempre, per me, l'emblema del nostro affetto speciale.
E saranno un monito.Ogni volta che avrò voglia di arrendermi, di piangere o di ritirarmi dalle battaglie in prima linea, ricorderò quella stretta di mano. E lotterò per me e per te. Che credevi in me, forse, più di ogni altra persona al mondo. Che mi chiedevi consigli, ti congratulavi per ogni esame, ascoltavi i miei racconti e avresti dato tutto pur di esserci anche tu quando sarei ufficialmente diventata un camice bianco.
La verità é che ,con te, con il tuo lasciarci, discreto e sereno, se n'é andato un mondo. E mi raggela già solo il pensiero di un Natale senza il tuo discorso, la mia laurea senza i tuoi sorrisi, i prossimi esami senza i tuoi auguri.
Ma voglio, devo pensare che non devi essere lontano. Che, se amore c'é stato, una torrida giornata di luglio non può strappare prepotentemente una colonna dei miei fragili 22 anni.
Tu sei qui. E sento che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, all'assenza sopraggiunge la voglia di ricordare, alla tristezza, il maniacale tentativo della mente di recuperare ogni attimo passato.
E penserò a te ad ogni bivio della vita. Quando dovrò decidere se piangermi addosso o tirare fuori le unghie, se aggirare l'ostacolo o provare ad abbatterlo.
E sarai sempre per me il guerriero. Oggi. Per sempre."
Forse le settimane scorse era ancora troppo presto, ma ora il fiume di parole che mi viene da dentro non può più essere arrestato. E forse quel buco alla bocca dello stomaco sta cominciando a diventare nicchia del ricordo. E a fare meno male.
"Avrei voluto dirti ancora tante cose. Raccontarti di me, dei miei progetti, degli esami che avevo fatto e di tutti gli ostacoli che ancora ci sono. Ma il tempo fugace ha segnato la sua ora.
E l'ineluttabile, per me inaccettabile, é arrivato. E ora un vuoto di spazio, di tempo, di essenza ci separa. E tutto é accaduto così presto. Senza avere neanche il tempo di dirti quanto ti ho voluto bene o che per me eri il nonno speciale.
E ti avrei ascoltato ancora per ore. Parlare del freddo gelido della Russia, del Donn ghiacciato, delle tue peregrinazioni per l'Europa, di quanto hai desiderato tornare a casa. E, anche se tutti conoscevamo a memoria quelle storie, ogni volta avevi la capacità di renderle diverse, arricchite da nuovi particolari.Ed ecco che il freddo siberiano diventava sempre più freddo e quà e là apparivano nuovi personaggi.
E mi sembra ancora di vederti.Quando, di ritorno dalla messa della domenica, passavi a salutarci o quando, con orgoglio e soddisfazione, mostravi i prodotti del tuo orto o decantavi il potere soporifero del tuo vino.
E mi sembra ancora di sentire le urla di nonna quando entravi in casa con le scarpe sporche, quando ti addormentavi nel mezzo della giornata o iniziavi discorsi interminabili ai pranzi di Natale. O quando fingevi sistematicamente di non aver visto l'ora per restare un pò di più in campagna.
Per non parlare delle tue celebri poesie, di come ammiravi ogni singolo mattone della casa che avevi costruito, di quanto ti piacesse avere tutta la famiglia intorno, come fosse sempre la prima volta.Sei stata l'unica persona alla quale non avevo avuto il coraggio di dire che menzogna fosse la DC.
E ancora, a volte, mi capita di pensare che dovrei chiamarti. Perché, soprattutto negli ultimi mesi, quando la voglia di lasciarti andare era tanta, la mia voce ti riportava sempre alla lotta. Ed ecco che ti impegnavi, contro la sofferenza, la malattia, lo sfinimento e ti aggrappavi alla vita, ai tuoi affetti con una riserva inesauribile di forza.
E non dimenticherò mai il tuo saluto.So che é irrazionale, non scientifico e visionario, ma mi piace pensare che tu abbia voluto salutarmi. E quella forte,fortissima stretta di mano, e quella frase che non sono riuscita a capire resterà, per sempre, per me, l'emblema del nostro affetto speciale.
E saranno un monito.Ogni volta che avrò voglia di arrendermi, di piangere o di ritirarmi dalle battaglie in prima linea, ricorderò quella stretta di mano. E lotterò per me e per te. Che credevi in me, forse, più di ogni altra persona al mondo. Che mi chiedevi consigli, ti congratulavi per ogni esame, ascoltavi i miei racconti e avresti dato tutto pur di esserci anche tu quando sarei ufficialmente diventata un camice bianco.
La verità é che ,con te, con il tuo lasciarci, discreto e sereno, se n'é andato un mondo. E mi raggela già solo il pensiero di un Natale senza il tuo discorso, la mia laurea senza i tuoi sorrisi, i prossimi esami senza i tuoi auguri.
Ma voglio, devo pensare che non devi essere lontano. Che, se amore c'é stato, una torrida giornata di luglio non può strappare prepotentemente una colonna dei miei fragili 22 anni.
Tu sei qui. E sento che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, all'assenza sopraggiunge la voglia di ricordare, alla tristezza, il maniacale tentativo della mente di recuperare ogni attimo passato.
E penserò a te ad ogni bivio della vita. Quando dovrò decidere se piangermi addosso o tirare fuori le unghie, se aggirare l'ostacolo o provare ad abbatterlo.
E sarai sempre per me il guerriero. Oggi. Per sempre."
lunedì, luglio 16, 2007
Cercasi disperatamente voglia di studiare...

Mi manca lo slancio. Vorrei un trampolino. Ecco cosa mi servirebbe. Per tuffarmi in un dieci giorni di puro studio, studiare lo studiabile e poi partire, finalmente,per lidi lontani.
Il problema é che mi sento già in vacanza...sarà l'infradito che tradisce, il caldo assassino e l'aria di festa che proviene dalle case vicino alla mia. Su su, il rush finale. Me lo sto ripetendo da stamattina con, ovviamente, scarsi risultati.
Intanto, medito su questo weekend di riposo. Che ovviamente da un singolo pm, quale doveva essere, si é dilatato a ben tre giorni o più. E ho passato tanto tempo con la mia sorellona rottenmeier, miracolosamente, senza tirarci piatti dietro o urlarci epiteti poco felici. Quasi da non credere quanto stiamo andando d'accordo! In fondo, spesso, l'abitudine prende la mano, i nostri caratteri, spesso troppo impulsivi, ci allontanano da ciò che in fondo siamo davvero.
Ma basta fermarsi a riflettere e capire quanto si perde l'una dell'altra. In questi mesi mi sono persa buona parte della sua allegria, dei suoi consigli saggi, dei suoi anni in più di latitanza su questo pianeta. E io, con la mia presunzione di avere ogni certezza in mano, di essere sempre coerente e impavida, ho perso l'opportunità di starle vicino, quando magari la durezza serve a poco. Ed é stato un anno, diciamo così, un pò turbolento. Però, la cosa straordinaria é che, puntualmente ci ritroviamo. Nel gran casino che sono le nostre vite, nel bel mezzo delle nostre personalità spesso inconciliabili, arriva un momento in cui osservarsi ridere e scherzare é fantastico. O, puntualmente, perdersi in un negozio e ritrovarsi mezz'ora dopo con gli stessi vestiti in mano, litigare per chi deve avere l'ultima parola, scoprirsi a canticchiare la stessa canzone o desiderare, proprio nello stesso momento, una dose massiccia di caffeina.
E anche se le ripeto spesso che dovrebbe fumare di meno, arrabbiarsi di meno, usare di meno la piastra,non usare troppo "spranga e manganello" quando sarà un celerino, non parlare mentre sto guardando un film o entrare in camera mentre studio...
e anche se lei mi dice che dovrei essere meno distratta, rilassarmi di più, finirla di usare il tono saccente, avere meno paura e rischiare di più...in fondo, sappiamo entrambe, quanto speciale é per ognuna di noi la presenza dell'altra. E quanto ci stimiamo e ci adoriamo a vicenda.
Potrei chiudere qui questo post ma ciò mi riporterebbe allo studio perciò resto a dire qualche altra frase sconclusionata...non mi sembra vero!Tra qualche settimana sono a casa...e dopo cinque mesi qui non vedo l'ora di essere a casa.Prima di tutto, mi inebrierò dell'odore del Sud, arriverò alla saturazione delle chiacchiere con i vicini di casa sugli ultimi gossip del paese, riabbraccerò le mie amiche che mi sono mancate tantissimo, rivedrò tutta la famiglia fino alla settima generazione, mi farò cucinare per una settimana tutti i miei piatti preferiti(ovviamente niente di leggero!), andrò in giro fino a tardi e la mattina sarò in piedi presto per non perder tempo, litigherò con mio fratello per prendere la macchina che, intanto, pretenderà che legga tutti i suoi articoli e le sue poesie in una mattinata (!!!), parlerò di politica con papà (discussione che ovviamente terminerà con me che urlo e con lui che dirà che non sono democratica), andrò finalmente al mare, prenderò tutto il sole che posso prendere, tornerò al Clandestino in quell'atmosfera molto noglobal che mi fa sentire tanto a casa, poi ci sarà tutto il Club Rowenta giù e, credo, sarà davvero una settimana esilarante...e poi si ritorna su. Ecco tutto ciò che intendo fare. Ora é il caso che cominci a studiare.Dato che ci provo dalle nove di questa mattina e sono circa le sei. A presto
Il problema é che mi sento già in vacanza...sarà l'infradito che tradisce, il caldo assassino e l'aria di festa che proviene dalle case vicino alla mia. Su su, il rush finale. Me lo sto ripetendo da stamattina con, ovviamente, scarsi risultati.
Intanto, medito su questo weekend di riposo. Che ovviamente da un singolo pm, quale doveva essere, si é dilatato a ben tre giorni o più. E ho passato tanto tempo con la mia sorellona rottenmeier, miracolosamente, senza tirarci piatti dietro o urlarci epiteti poco felici. Quasi da non credere quanto stiamo andando d'accordo! In fondo, spesso, l'abitudine prende la mano, i nostri caratteri, spesso troppo impulsivi, ci allontanano da ciò che in fondo siamo davvero.
Ma basta fermarsi a riflettere e capire quanto si perde l'una dell'altra. In questi mesi mi sono persa buona parte della sua allegria, dei suoi consigli saggi, dei suoi anni in più di latitanza su questo pianeta. E io, con la mia presunzione di avere ogni certezza in mano, di essere sempre coerente e impavida, ho perso l'opportunità di starle vicino, quando magari la durezza serve a poco. Ed é stato un anno, diciamo così, un pò turbolento. Però, la cosa straordinaria é che, puntualmente ci ritroviamo. Nel gran casino che sono le nostre vite, nel bel mezzo delle nostre personalità spesso inconciliabili, arriva un momento in cui osservarsi ridere e scherzare é fantastico. O, puntualmente, perdersi in un negozio e ritrovarsi mezz'ora dopo con gli stessi vestiti in mano, litigare per chi deve avere l'ultima parola, scoprirsi a canticchiare la stessa canzone o desiderare, proprio nello stesso momento, una dose massiccia di caffeina.
E anche se le ripeto spesso che dovrebbe fumare di meno, arrabbiarsi di meno, usare di meno la piastra,non usare troppo "spranga e manganello" quando sarà un celerino, non parlare mentre sto guardando un film o entrare in camera mentre studio...
e anche se lei mi dice che dovrei essere meno distratta, rilassarmi di più, finirla di usare il tono saccente, avere meno paura e rischiare di più...in fondo, sappiamo entrambe, quanto speciale é per ognuna di noi la presenza dell'altra. E quanto ci stimiamo e ci adoriamo a vicenda.
Potrei chiudere qui questo post ma ciò mi riporterebbe allo studio perciò resto a dire qualche altra frase sconclusionata...non mi sembra vero!Tra qualche settimana sono a casa...e dopo cinque mesi qui non vedo l'ora di essere a casa.Prima di tutto, mi inebrierò dell'odore del Sud, arriverò alla saturazione delle chiacchiere con i vicini di casa sugli ultimi gossip del paese, riabbraccerò le mie amiche che mi sono mancate tantissimo, rivedrò tutta la famiglia fino alla settima generazione, mi farò cucinare per una settimana tutti i miei piatti preferiti(ovviamente niente di leggero!), andrò in giro fino a tardi e la mattina sarò in piedi presto per non perder tempo, litigherò con mio fratello per prendere la macchina che, intanto, pretenderà che legga tutti i suoi articoli e le sue poesie in una mattinata (!!!), parlerò di politica con papà (discussione che ovviamente terminerà con me che urlo e con lui che dirà che non sono democratica), andrò finalmente al mare, prenderò tutto il sole che posso prendere, tornerò al Clandestino in quell'atmosfera molto noglobal che mi fa sentire tanto a casa, poi ci sarà tutto il Club Rowenta giù e, credo, sarà davvero una settimana esilarante...e poi si ritorna su. Ecco tutto ciò che intendo fare. Ora é il caso che cominci a studiare.Dato che ci provo dalle nove di questa mattina e sono circa le sei. A presto
giovedì, luglio 12, 2007
Un pomeriggio di relax...quasi non mi sembra vero.
Giro come una trottola per la casa che, inspiegabilmente, mi sembra troppo grande. Certo uno spazio vasto rispetto alla scrivania, difronte la quale sono confinata da più di un mese.
Ma oggi é diverso. Oggi mi sembra di avere gambe nuove, di non sentire più l'affanno, di non desiderare più trentacinque ore di sonno di fila . E non é solo per il suono armonioso si un bel 30. Non é per quello. E' per avere avuto la possibilità.
Di parlare di ciò che più amo al mondo, di dimostrare che se tutti quei punti, soffi, linee e quadranti non le ho imparate per puro interesse didattico. Ma perché dietro un soffio c'é un cuore che batte. Dietro un cuore che batte ,un'anima, una vita con i suoi pensieriintenzionidubbiepaure.
E il mio modo di rispettare gli sguardi che incrocerò é questo. Quello di ridurre al minimo l'errore .Quello accidentale che, purtroppo, può presentarsi ma che la tua dedizione e il tuo impegno possono ridurre.Mettere un bel pò a tacere.
In fondo non cambia poi molto...la strada é lunga e tutti i blocchi burocratici ancora perennemente in agguato. Ma oggi, a girare come una trottola, per la casa c'é la vera me stessa. Quella a cui é stata data una possibilità.
E ora al via con le pulizie, con lo shopping, con gli aperitivi e qualche altro pomeriggio di sole. Per ora sono una normotesa (ancora per qualche giorno!) serena.
Ma oggi é diverso. Oggi mi sembra di avere gambe nuove, di non sentire più l'affanno, di non desiderare più trentacinque ore di sonno di fila . E non é solo per il suono armonioso si un bel 30. Non é per quello. E' per avere avuto la possibilità.
Di parlare di ciò che più amo al mondo, di dimostrare che se tutti quei punti, soffi, linee e quadranti non le ho imparate per puro interesse didattico. Ma perché dietro un soffio c'é un cuore che batte. Dietro un cuore che batte ,un'anima, una vita con i suoi pensieriintenzionidubbiepaure.
E il mio modo di rispettare gli sguardi che incrocerò é questo. Quello di ridurre al minimo l'errore .Quello accidentale che, purtroppo, può presentarsi ma che la tua dedizione e il tuo impegno possono ridurre.Mettere un bel pò a tacere.
In fondo non cambia poi molto...la strada é lunga e tutti i blocchi burocratici ancora perennemente in agguato. Ma oggi, a girare come una trottola, per la casa c'é la vera me stessa. Quella a cui é stata data una possibilità.
E ora al via con le pulizie, con lo shopping, con gli aperitivi e qualche altro pomeriggio di sole. Per ora sono una normotesa (ancora per qualche giorno!) serena.
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