E' questa la frase che mi aspetta ogni mattina all'uscita del portone. Frase scritta in una maniera forte e decisa, da una mano un pò teppistella (con tanti posti, su cui scrivere proprio la facciata di una casa?), mi attende come un monito, un imperativo categorico, nei primi istante di un giorno che nasce. E, con la forza di un cazzotto in pieno viso, mi dà la spinta giusta per iniziare un nuovo giorno. Un giorno vero. In cui i timori, le incertezza, le ansie quotidiane non portano a nulla se rimangono fini a se stesse. Un giorno in cui, anche un ostacolo apparentemente insormontabile deve essere, invece, un gradino verso la libertà.
Giro questa frase ad una persona che di solito non legge il mio blog, ma spero almeno ora lo farà. Ad una persona che, sebbene più piccola di me di ben due anni(accidenti, due anni son tanti...in due anni crescono milioni di brufoli, aumentano etti di cellulite, si cade e ci si rialza un'infinità di volte!), ha saputo insegnarmi la ricerca della libertà, il piacere delle piccole cose, la forza della debolezza. E, conoscendola, so anche che detesta questo genere di cose. Perciò, non sto qui a sbandierare il motivo per cui le scrivo, tanto io e lei ci siamo già capite. Del resto, lei é in grado di decifrare il mio pensiero anche se taccio, sa intuire le ragioni di un sorriso a metà, di uno sguardo spento.Sa quando suonarmi al piano la mia preferita "Se ti tagliassero a pezzetti", quando lasciarmi cantare con la mia voce stonata solo per darmi la possibilità di mettermi da sola in ridicolo. Quando riportarmi alla relatà, quando la mia mente divaga fra fissazioni e fobie inutili.
Ieri, al telefono, volevo essere più esplicita e chiara. Quello che intendevo dire é di non prendere quello che é successo come un ulteriore motivo di sconforto, un'altra prova del fatto che tu sia incompresa, che tu e il tuo mondo viaggiate su universi paralleli. Sai, esiste la sfortuna. Quella che ti piazza sulla tua strada gli amici sbagliati, professori inadeguati e tante fregature. Ma, d'altra parte, esiste la libertà. Quella che si aprirà davanti a te a settembre. Con una vita nuova, una facoltà da scoprire e da vivere con il massimo delle energie, tante esperienze che ti cambieranno. (l'unica costante sarà la mia presenza...é una consolazione?)
Sono certa che tutto ciò ti permette di guardare avanti, di essere lungimirante, di non cogliere le delusioni del mntre. Ma la vita, purtroppo o per fortuna, é ora. E' in queste parole confuse e nel tuo sguardo stupito quando le lascierai. Perciò tutto quello che penserai ora, tutte la delusione che provi in questi giorni, saranno la linfa che ti permetterà di essere la Licia di domani. Ma solo a patto che :la paura si trasformi in rabbia!
Solo se sarai disposta a convertire i tuoi timori in forza, le tue incertezze in certezze, l'ansia in coraggio, potrai affrontare senza pericolo il mondo di domani. E soprattutto se sarai disposta a non fare mai il maledetto, maledettissimo errore di riporre la tua autostima nelle mani di chi di te non sa nulla, allora non avrai più nulla da temere. Perché anche nei momenti più bui, anche quando ti sembrerà che il cielo si sgretoli e ti cada addosso come aghi pungenti, avrai una tua peronale riserva di fiducia, autostima, forza di volontà a cui attingere. E una buona, nutrita dose di rabbia...quella che ti fa indignare quando vedi un bambino soffrire, un anziano essere maltrattato,un sopruso diventare la prassi. Quella rabbia che si trasforma in grinta, in libertà, in possibilità di agire anche in tempi avversi.
Se ti dico questo é solo perchè so quanto sei speciale, quanto la tua intelligenza sia acuta, il tuo cuore capace di amare e di soffrire, la tua sensibilità strabiliante. Vorrei poter, almeno in parte, restituirti la forza, l'affetto, il buonumore che in questi anni mi hai dato e che ancora mi dai. Anche quando urli perché stecco o perché sono presuntuosa e prepotente!
Ti lascio con le parole di un inno che in questio giorni riecheggia particolarmente nelle mie orecchie e in quelle di tutti i condomini(dato il volume della radio!!!)...baldi e fieri venite o compagni, l'inno sacro al trionfo s'intoni, salga l'urlo dei nostri polmoni:Hip hurrà,hip hurrà,hip hurrà!!!!+ Livorno,meno Berlusca!!!
Una giovane idealista con tante illusioni ed una segreta, utopistica speranza...cercare, in piccolo e,per quanto possibile, di rendere questo posto il migliore dei mondi possibili!
martedì, febbraio 14, 2006
martedì, febbraio 07, 2006
E se questa non é sfiga...é una condanna!
Negli ultimi giorni mi ero un pò disabituata all'essere vittima dei miei stessi abituali disastri. Chiusa fra le mura di casa, con i tremila mobili che vi albergano, tutto quello che potevo combinare era scambiare un amminoacido per un altro o rovesciare il caffé per tutta la cucina...ù
Oggi Fernanda torna in libertà. Ma tengo a precisare che oggi sono stata vittima della malasorte, più che artefice dei miei soliti casini!
Arrivo alla Misericordia e, visto che non nascondono di approfittare del mio entusiasmo e della buona volontà, mi spediscono in missione! Primo servizio in una casa di riposo...aspetto l'infermiera che sistemava la vecchina e ,intanto, tutte le altre,con aria di sdegno, mi guardavano perché non mi univo a dire il rosario...non é colpa mia se non ho mai capito la successione di tutte quelle frasi!Ritorno in sede e vengo subito rispedita a Careggi. Lì c'era una anziano davvero molto simpatico e gentile. Arrivati a casa sua, la prima cosa che mi ha colpito é stata una gigantografia di Mussolini che troneggiava nell'ingresso...mi sono assentata un attimo, stordita dal brutto colpo, quando il cane del signore, non riconoscendomi mi é saltato addosso, cercando di addentare i pantaloni!E' stato quasi peggio del tete-à-tete con il duce.Ma la sfiga non finisce qui...nel bel mezzo di via Mariti, l'autista si ferma e ci annuncia lietamente un guasto alla ventola, perciò bella mezz'ora di siesta fra il traffico.Come se non bastasse, mi sono sentita dire dal resto della squadra che sono io a portare sfiga, un pò il gatto nero della situazione!
Credevo fossimo giunti alla fine della saga quando, mentre ero a prenotare i biglietti per scendere a casa, si blocca la stampante della tipa e così niente biglietto.Sono spossata...e indecisa se farmi bendire o andarci direttamente io a Lourdes. Ma poi mi fermo a pensare e ci rido su. Io sono questo casino. Io sono il disordine che non ha mai fine, eppure dietro di sè porta una logica. I casini sono le mie costanti, le disavventure quotidiane, la caffettiera perennemente rovesciata sulla cucina le mie certezze. Gli imprevisti il sale della mia vita.
Oggi Fernanda torna in libertà. Ma tengo a precisare che oggi sono stata vittima della malasorte, più che artefice dei miei soliti casini!
Arrivo alla Misericordia e, visto che non nascondono di approfittare del mio entusiasmo e della buona volontà, mi spediscono in missione! Primo servizio in una casa di riposo...aspetto l'infermiera che sistemava la vecchina e ,intanto, tutte le altre,con aria di sdegno, mi guardavano perché non mi univo a dire il rosario...non é colpa mia se non ho mai capito la successione di tutte quelle frasi!Ritorno in sede e vengo subito rispedita a Careggi. Lì c'era una anziano davvero molto simpatico e gentile. Arrivati a casa sua, la prima cosa che mi ha colpito é stata una gigantografia di Mussolini che troneggiava nell'ingresso...mi sono assentata un attimo, stordita dal brutto colpo, quando il cane del signore, non riconoscendomi mi é saltato addosso, cercando di addentare i pantaloni!E' stato quasi peggio del tete-à-tete con il duce.Ma la sfiga non finisce qui...nel bel mezzo di via Mariti, l'autista si ferma e ci annuncia lietamente un guasto alla ventola, perciò bella mezz'ora di siesta fra il traffico.Come se non bastasse, mi sono sentita dire dal resto della squadra che sono io a portare sfiga, un pò il gatto nero della situazione!
Credevo fossimo giunti alla fine della saga quando, mentre ero a prenotare i biglietti per scendere a casa, si blocca la stampante della tipa e così niente biglietto.Sono spossata...e indecisa se farmi bendire o andarci direttamente io a Lourdes. Ma poi mi fermo a pensare e ci rido su. Io sono questo casino. Io sono il disordine che non ha mai fine, eppure dietro di sè porta una logica. I casini sono le mie costanti, le disavventure quotidiane, la caffettiera perennemente rovesciata sulla cucina le mie certezze. Gli imprevisti il sale della mia vita.
venerdì, gennaio 27, 2006
Semplicemente un uomo
Non c'é storia che si ripeta, attimi di vita che non giochino, maledettamente e ostinatamente, a fare capolino dietro i solidi pilastri del presente...é un eterno déjà vu che torna a ripetersi, é un'antica nenia che, mai come ora, risulta più attuale. E' la storia di un uomo, semplicemente di un uomo. Uno come tanti. Con il sorriso amaro di chi non accetta i compromessi dell'oggi, con la superba pretesa di controllare il tempo che fugge e la barba sempre troppo lunga.
Un uomo con le sue passioni, i suoi punti fermi, le sue contraddizioni, il suo essere fedele anche a quelle, la sua coerenza che sfocia spesso nella testardaggine. Ha in sè l'anima della lotta, la grinta del guerriero e la smisurata paura che fa di ogni uomo un vincente. Di ogni adulto, un bambino ancora per un pò. Porta nel cuore il calore degli ideali, la luce fredda e calcolatrice della ragione e quella irrazionalità tipica della libertà delle passioni, di quelle illusioni che, pur essendo spesso aria fritta, saranno pur sempre certezze. E' l'illusione che ogni alba possa trascinarsi con sè un giorno nuovo, che dell'incoerenza, dei calcoli gretti e meschini e della logica dell'utilitarismo abbia solo un vago ricordo.E' l'illusione che la libertà, il diritto alla felicità possano essere prerogativa di tutti. E che la giustizia possa essere ancora figlia del nostro tempo.
Ma purtroppo un uomo, uno come tanti, assieme ai duri colpi di ogni giorno, deve ingurgitare anche l'impossibilità che tutto ciò possa accadere.
E arriva un colpo sordo, duro e lancinante, a colpirlo nei meandri più reconditi dell'anima. Soprattutto se si è bersaglio, in prima linea, della vacuità della giustizia attuale, delle sentenze barzelletta e dei cavilli giuridici infondati, che non fanno altro che denigrare Signora Lealtà.
Un uomo. Un amministratore come tanti. Unico errore commesso:non essersi costituito parte civile in un processo che vedeva il suo Comune, sua principale ragione di vita, la "parte lesa".
Milioni di carte, fiumi di parole fino ad accorgersi che l'errore non sussisteva, che non vi era reato, uomo colpevole o danno esistente. Ma purtroppo i termini per la revocazione della pena pecuniaria erano scaduti.Ormai quel che é fatto, é fatto. Lasciamo tutto così, tanto chi se ne frega se un uomo paga, ingiustamente e di tasca propria, le conseguenze di un errore burocratico? Chi se ne frega se una sentenza assurda e approssimata ha reso un uomo, semplicemente un uomo, una vittima delle contraddizioni meschine del presente?
Ma non c'é storia che non ritorni, vita che non torni ad essere vissuta...
Quanto ancora delle figlie umiliate e accecate dall'ira dovranno ancora raccontare, ostinatamente, le peregrinazione dei propri padri attraverso tribunali, avvocati e la speranza, mai tangibile, di una parvenza di legalità?
E' questa la voce di una ventenne sconcertata dall'andazzo del mondo, dai destini avversi a cui vanno incontro dei valori sacri, intangibili, inalienabili. Si consuma e si distrugge tutto alla velocità con la quale viene addentato un Big Mac. Poco importa se si tratta di hamburger o di ideali. Ci si trascina nel maledetto sforzo di riempire le giornate di inutilità, dimenticando di tenere sempre a mente solo e soltanto le strada maestra...
Ma se questa e altre mille e mille voci, chi più chi meno vittime di ingiustizia, continueranno a urlare che pace, libertà, giustizia, DEVONO sopravvivere, allora non tutto é perduto.
Allora si potrà ancora sperare che quell'uomo, così come lo sguardo triste di un rgazzo solitario o il sorriso pacato di un anziano, possano avere la loro dignità. Semplicemente di uomo.Fernanda
Dedico questo post a chi, in maniera impeccabile, mi ha insegnato che l'unico imperativo categorico é non arrendersi mai. La speranza é sempre l'unica via di uscita.
Un uomo con le sue passioni, i suoi punti fermi, le sue contraddizioni, il suo essere fedele anche a quelle, la sua coerenza che sfocia spesso nella testardaggine. Ha in sè l'anima della lotta, la grinta del guerriero e la smisurata paura che fa di ogni uomo un vincente. Di ogni adulto, un bambino ancora per un pò. Porta nel cuore il calore degli ideali, la luce fredda e calcolatrice della ragione e quella irrazionalità tipica della libertà delle passioni, di quelle illusioni che, pur essendo spesso aria fritta, saranno pur sempre certezze. E' l'illusione che ogni alba possa trascinarsi con sè un giorno nuovo, che dell'incoerenza, dei calcoli gretti e meschini e della logica dell'utilitarismo abbia solo un vago ricordo.E' l'illusione che la libertà, il diritto alla felicità possano essere prerogativa di tutti. E che la giustizia possa essere ancora figlia del nostro tempo.
Ma purtroppo un uomo, uno come tanti, assieme ai duri colpi di ogni giorno, deve ingurgitare anche l'impossibilità che tutto ciò possa accadere.
E arriva un colpo sordo, duro e lancinante, a colpirlo nei meandri più reconditi dell'anima. Soprattutto se si è bersaglio, in prima linea, della vacuità della giustizia attuale, delle sentenze barzelletta e dei cavilli giuridici infondati, che non fanno altro che denigrare Signora Lealtà.
Un uomo. Un amministratore come tanti. Unico errore commesso:non essersi costituito parte civile in un processo che vedeva il suo Comune, sua principale ragione di vita, la "parte lesa".
Milioni di carte, fiumi di parole fino ad accorgersi che l'errore non sussisteva, che non vi era reato, uomo colpevole o danno esistente. Ma purtroppo i termini per la revocazione della pena pecuniaria erano scaduti.Ormai quel che é fatto, é fatto. Lasciamo tutto così, tanto chi se ne frega se un uomo paga, ingiustamente e di tasca propria, le conseguenze di un errore burocratico? Chi se ne frega se una sentenza assurda e approssimata ha reso un uomo, semplicemente un uomo, una vittima delle contraddizioni meschine del presente?
Ma non c'é storia che non ritorni, vita che non torni ad essere vissuta...
Quanto ancora delle figlie umiliate e accecate dall'ira dovranno ancora raccontare, ostinatamente, le peregrinazione dei propri padri attraverso tribunali, avvocati e la speranza, mai tangibile, di una parvenza di legalità?
E' questa la voce di una ventenne sconcertata dall'andazzo del mondo, dai destini avversi a cui vanno incontro dei valori sacri, intangibili, inalienabili. Si consuma e si distrugge tutto alla velocità con la quale viene addentato un Big Mac. Poco importa se si tratta di hamburger o di ideali. Ci si trascina nel maledetto sforzo di riempire le giornate di inutilità, dimenticando di tenere sempre a mente solo e soltanto le strada maestra...
Ma se questa e altre mille e mille voci, chi più chi meno vittime di ingiustizia, continueranno a urlare che pace, libertà, giustizia, DEVONO sopravvivere, allora non tutto é perduto.
Allora si potrà ancora sperare che quell'uomo, così come lo sguardo triste di un rgazzo solitario o il sorriso pacato di un anziano, possano avere la loro dignità. Semplicemente di uomo.Fernanda
Dedico questo post a chi, in maniera impeccabile, mi ha insegnato che l'unico imperativo categorico é non arrendersi mai. La speranza é sempre l'unica via di uscita.
mercoledì, gennaio 25, 2006
Pensieri confusi con sottofondo "biochimica"
Oggi é stata una giornata strana...classico giorno in cui le ansie, le puare e il terrore di deludere ti affollano la mente. Sarà colpa dell'imminente esame di biochimica che mi toglie la forza di volare lontano con la mente, sarà la paura assurda di rimanere indietro ma davvero oggi non mi sembrava di vedere via d'uscita. Sono questi i momenti in cui vorrei la mia famiglia qui con me, a ricordarmi quanto valgo, quanto un mio sorriso sia importante per illuminare le loro giornate, quanto i miei sogni siano un pò il motore dell'universo. Quanto vorrei vivere con leggerezza, abbandonarmi al piacevole fluire delle piccole emozioni, delle piccole gioie quotidiane ma un MALEDETTO orologio interno non smette di ticchettare, di ricordarmi che ogni secondo é sempre troppo poco, che se voglio riuscire nell'impresa epica di passare biochimica devo dare il massimo in questo mese. E sarà proprio per questo che non abbasserò il capo o mi arrenderò alla lotta...voglio lottare come per passare l'astruso test di medicina, lottare come per istologia,come per ogni piccola, grande battaglia che mi attende ogni giorno. Non voglio pensare neanche solo per un singolo istante che non ce la farò...lo devo a chi crede in me, a chi, da lontano, con tanto amore e fiducia, mi scalda il cuore e dona un senso alla mia esistenza. Lo devo ai miei inimitabili genitori, a mio fratello che mi ritiene già un medico, a Linda che crede in me come neanch'io faccio, a Licia che mi ha insegnato il segreto della forza, alle mie amiche qui a Firenze che darebbero tutto pur di vedermi felice, ai miei amici di giù che non smettono di tifare per me. E poi lo devo a me stessa. Alla mia forza di volontà e al mio coraggio. Che questa volta non mi abbandonerà.Fernanda
giovedì, dicembre 29, 2005
Bilancio di fine anno
Dal titolo del post sembrerebbe quasi una fredda razionalizzazione delle spese dell'anno, una roba da Bankitalia o da finanziaria...si tratta, invece, solo di uno degli ultimi giorni dell'anno e del tipico ritrovarsi "faccia a faccia" con i propri errori e gli eventuali successi(sempre di meno rispetto ai primi!).
Scrivo oggi perché so già che nei prossimi giorni sarò presa dalla frenesia degli atti scaramantici di fine anno...non posso farci niente...mi ritengo una tipa razionale ma, in reltà, sono una "medioevale" incallita!Ergo (x dirla alla Chiarugi) se non vado a raccogliere il vischio nel preciso punto di ogni anno, se non faccio le solite abituali azioni, ritengo che non tutto possa andare per il verso giusto!
Sarebbero tante le cose da cambiare di questo 20005. In primis quell'ansia odiosa che non mi é mai appartenuta, un'indecisione latente che mi fa perdere di vista i miei obiettivi e vacillare le mie certezze. Ma soprattutto quello che desidero abbandonare più di ogni altra cosa, in questo anno che é alle porte, é quel cieco obbedire SOLO ed ESCLUSIVAMENTE alle mie scadenze, ai ritmi dettati unicamente dai miei bisogni, ai traguardi che mi impongo di raggiungere e che inseguo, con i tipici paraocchi che ti impediscono di percepire intorno a te il mondo. Certo, faccio una facoltà che non mi consente di avere altri 3500 interessi ma non posso più nascondermi dietro la scusa di avere troppi impegni per accorgermi degli altri, per dare un altro sens alla mia vita, oltre quello che già ha. Dico di essere un'idealista, di non accettare le ingiustizie che mi circondano ma poi, come altri milioni di miei coetanei, non faccio nulla per porvi rimedio.Il nostro urlo rimano sordo, soffocato dietro le barricate dell'indecisione e della paura. Ma non c'é un metodo per agire, non può esistere la rivoluzione nel senso vero del termine, se non quella dell'amore...portare un sorriso in mezzo alla sofferenza, regalare un solo attimo di gioia a chi non ha conosciuto che disperazione o donare un pò del tempo libero per una piccola giusta causa é davvero un grande stravolgimento. Ed ognuno di noi può farlo, nel piccolo, senza ricorrere a machiavellici ragionamenti su come intervenire nel nostro oggi e, soprattutto, senza tricerarsi dietro la frase tipica dell'accidia dantesca:"Tanto le mie azioni non cambieranno mai nulla"...é vero, forse non si arriverà mai in Parlamento e non si argineranno mai le disastrose conseguenze dell'economia globale, ma é la piccola, insignificante goccia del mare che fa la differenza. L'insieme prende ragione d'esistere solo in funzione delle parti. Di me, di te che stai leggendo questo confuso post, di chi, distratto dai ritmi del mondo, si lascia vivere. Io non voglio più lasciarmi vivere. Voglio che questo 2006 mi dia la possibilità di imprigionare la vita, di afferrarla ogni singolo giorno, di potermi sentire sazia della sua pienezza. E se questo vuol dire dover ammattire fra tremila impegni, sono disposta a farlo...perciò voglio lasciare come augurio una stupenda frase che ho trovato da un libro di una scrittrice pisana...e che il 2006 possa essere davvero l'anno della svolta!
"E se diranno che siete solo dei pazzi idealisti e credete di non arrivare mai. Non perdete la speranza. Continuare a credere in se stessi, a vivere nei valori, può portare molto lontano...nell'universo infinito. Al di là dello spazio e del tempo. Oltre l'immensità dell'oceano e l'eternità delle montagne. Verso un orizzonte di luce. In un mondo di pace. Su una terra morale."
Scrivo oggi perché so già che nei prossimi giorni sarò presa dalla frenesia degli atti scaramantici di fine anno...non posso farci niente...mi ritengo una tipa razionale ma, in reltà, sono una "medioevale" incallita!Ergo (x dirla alla Chiarugi) se non vado a raccogliere il vischio nel preciso punto di ogni anno, se non faccio le solite abituali azioni, ritengo che non tutto possa andare per il verso giusto!
Sarebbero tante le cose da cambiare di questo 20005. In primis quell'ansia odiosa che non mi é mai appartenuta, un'indecisione latente che mi fa perdere di vista i miei obiettivi e vacillare le mie certezze. Ma soprattutto quello che desidero abbandonare più di ogni altra cosa, in questo anno che é alle porte, é quel cieco obbedire SOLO ed ESCLUSIVAMENTE alle mie scadenze, ai ritmi dettati unicamente dai miei bisogni, ai traguardi che mi impongo di raggiungere e che inseguo, con i tipici paraocchi che ti impediscono di percepire intorno a te il mondo. Certo, faccio una facoltà che non mi consente di avere altri 3500 interessi ma non posso più nascondermi dietro la scusa di avere troppi impegni per accorgermi degli altri, per dare un altro sens alla mia vita, oltre quello che già ha. Dico di essere un'idealista, di non accettare le ingiustizie che mi circondano ma poi, come altri milioni di miei coetanei, non faccio nulla per porvi rimedio.Il nostro urlo rimano sordo, soffocato dietro le barricate dell'indecisione e della paura. Ma non c'é un metodo per agire, non può esistere la rivoluzione nel senso vero del termine, se non quella dell'amore...portare un sorriso in mezzo alla sofferenza, regalare un solo attimo di gioia a chi non ha conosciuto che disperazione o donare un pò del tempo libero per una piccola giusta causa é davvero un grande stravolgimento. Ed ognuno di noi può farlo, nel piccolo, senza ricorrere a machiavellici ragionamenti su come intervenire nel nostro oggi e, soprattutto, senza tricerarsi dietro la frase tipica dell'accidia dantesca:"Tanto le mie azioni non cambieranno mai nulla"...é vero, forse non si arriverà mai in Parlamento e non si argineranno mai le disastrose conseguenze dell'economia globale, ma é la piccola, insignificante goccia del mare che fa la differenza. L'insieme prende ragione d'esistere solo in funzione delle parti. Di me, di te che stai leggendo questo confuso post, di chi, distratto dai ritmi del mondo, si lascia vivere. Io non voglio più lasciarmi vivere. Voglio che questo 2006 mi dia la possibilità di imprigionare la vita, di afferrarla ogni singolo giorno, di potermi sentire sazia della sua pienezza. E se questo vuol dire dover ammattire fra tremila impegni, sono disposta a farlo...perciò voglio lasciare come augurio una stupenda frase che ho trovato da un libro di una scrittrice pisana...e che il 2006 possa essere davvero l'anno della svolta!
"E se diranno che siete solo dei pazzi idealisti e credete di non arrivare mai. Non perdete la speranza. Continuare a credere in se stessi, a vivere nei valori, può portare molto lontano...nell'universo infinito. Al di là dello spazio e del tempo. Oltre l'immensità dell'oceano e l'eternità delle montagne. Verso un orizzonte di luce. In un mondo di pace. Su una terra morale."
venerdì, dicembre 23, 2005
Il miglior antidepressivo in circolazione...
Sono bastate poche ore per convincermi di quanto la scienza sia relativa...mi spiego meglio.Ho passato la mattina a studiare atruse formule di biochimica sul funzionamento di sostanze che fungerebbero da antidepressivi ma poi mi é bastato accendere la tv per rendermi conto che basta molto molto di meno...
Quando vi sentite soli, dimenticati dal mondo e con l'umore a pezzi, ricordate che non funziona più rifugiarsi nella nutella, ascoltare un cd strappalacrime o attuare pratiche orientali...c'é un metodo molto più immediato, capace di far ritornare il sorriso anche sui volti più amareggiati...si tratta delle tante ESILARANTI conferenze stampa di Berlusca!In quella di oggi poi, conferenza di fine anno, ha dato davvero il meglio di sé...mi rammarico solo di averne perso buona parte, giusto mentre insultava una giornalista dell'Unità accusandola di essere "complice" di milioni di morti. Ho potuto, però, ammirarlo mentre dava a D'Alema del "proletario con la barca a vela", dove si autocelebrava per aver gestito la situazione economica in maniera brillante e vedergli luccicare gli occhi mentre diceva che ciò che ha fatto lui per l'Italia non é mai stato fatto da nessuna persona. E allora, sicuro e gonfio come un tacchino il giorno del ringraziamento, andava avanti nella sua personale saga del "Signore dei tranelli", dichiarando di aver condotto in maniera impeccabile la politica estera, tenuto conto degli ottimi risultati condotti in Iraq (quali?mi verrebbe da aggiungere). Era giunto, dunque, il momento di dare il meglio, di partire all'attacco, di assalire chiunque non avesse compreso l'eterea leggiadria del suo operato...si é scagliato, perciò, su una cronista del Tg3 che osava rimproverargli di aver accusato delle ragazze di "ignoranza abissale" solo perché le poverine si erano permesse il lusso di affermare che la situzione in Italia é critica, che arrivare a fine mese é sempre più un'utopia. Ma il povero premier, visibilmente commosso e ferito per le ingrate accuse subite, non ha nascosto le sue vere intenzioni...voleva solo scherzare e se ha usato il termine "ignoranza" era solo per evidenziare un ambito della reltà che quelle ragazze non conoscevano. Ancora fiumi di parole a seguire, battute del Premier che facevano ridere solo lui, quando, alla fine, il momento tanto atteso é arrivato...sapevo che sarebbe giunto, dato il solito-ripetitivo-pietoso cliché delle sue conferenze...ha sfoderato dal suo taschino il "Cristallo di luna" e si é velocemente trasformato in "sailor Berlusca". E mentre i giornalisti e i telespettatori rimanevano a bocca aperta difronte alla straordinaria luminosità del suo volto stirato e ristirato, il nostro supereroe ha iniziato a promettere acqua, cibo, ospedali, medicine, ferrovie al Terzo Mondo, ma soprattutto tanta tanta democrazia!Ed é stato lì che alle risate é sopraggiunta l'indignazione, quella profonda, autentica, che si tinge di rabbia. Con quale rispetto sbeffeggia delle realtà così difficili?E, soprattutto, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro se l'obiettivo del domani é esportare la democrazia allo stesso modo confuso e contraddittorio dell'Iraq?Quanto ancora i potenti si travestiranno da missionari per nascondere i loro sporchi giochi di potere?Ero già arrivata al punto di saturazione e la tentazione di spegnere la tv era fortissima quando, presa dalla curiosità, ho potuto assistere al gran finale...quello in cui il sailor Berlusca lasciava il posto al Calimero-Berlusca...che spettacolo pietoso vedere il Cavaliere, prima così pieno di sè, sentirsi perseguitato dalla Magistratura, incompreso dagli avversari e, addirittura accusato di conflitti d'interessi!Ma chi?Lui che non ha usato i fondi dello Stato per dare gli incentivi sul digitale terrestre, lui che ,da onesto e saggio imprenditore, non ha mai fatto gli interessi della sua baracca?!!!Per fortuna, quello spettacolo tragicomico é finito lì ma non ha portato con sé l'amarezza e la profonda vergogna che un italiano prova a sentirsi governati da quell'esserino...sono arrivata anche a pensare che, forse, viaggio su un universo parallelo, che il mio disprezzo per questa persona mi impedisce di vedere gli effettivi progressi. Ma poi mi basta guardarmi attorno e rendermi conto che la mia realtà é quella di altre 56 milioni di persone, di altri individui come me che non vedono che regressi e che attendono impazientemente il 9 Aprile...dunque, per quanto "la terapia del sorriso" che Berlusclown suscita immancabilmente, é tanto meglio tornare a rifugiarsi nei buoni vecchi metodi (nutella, musica e quant'altro) e cercare di dimenticare, quanto più in fretta possibile, questi quattro anni di assoluto salto nel buio.
Quando vi sentite soli, dimenticati dal mondo e con l'umore a pezzi, ricordate che non funziona più rifugiarsi nella nutella, ascoltare un cd strappalacrime o attuare pratiche orientali...c'é un metodo molto più immediato, capace di far ritornare il sorriso anche sui volti più amareggiati...si tratta delle tante ESILARANTI conferenze stampa di Berlusca!In quella di oggi poi, conferenza di fine anno, ha dato davvero il meglio di sé...mi rammarico solo di averne perso buona parte, giusto mentre insultava una giornalista dell'Unità accusandola di essere "complice" di milioni di morti. Ho potuto, però, ammirarlo mentre dava a D'Alema del "proletario con la barca a vela", dove si autocelebrava per aver gestito la situazione economica in maniera brillante e vedergli luccicare gli occhi mentre diceva che ciò che ha fatto lui per l'Italia non é mai stato fatto da nessuna persona. E allora, sicuro e gonfio come un tacchino il giorno del ringraziamento, andava avanti nella sua personale saga del "Signore dei tranelli", dichiarando di aver condotto in maniera impeccabile la politica estera, tenuto conto degli ottimi risultati condotti in Iraq (quali?mi verrebbe da aggiungere). Era giunto, dunque, il momento di dare il meglio, di partire all'attacco, di assalire chiunque non avesse compreso l'eterea leggiadria del suo operato...si é scagliato, perciò, su una cronista del Tg3 che osava rimproverargli di aver accusato delle ragazze di "ignoranza abissale" solo perché le poverine si erano permesse il lusso di affermare che la situzione in Italia é critica, che arrivare a fine mese é sempre più un'utopia. Ma il povero premier, visibilmente commosso e ferito per le ingrate accuse subite, non ha nascosto le sue vere intenzioni...voleva solo scherzare e se ha usato il termine "ignoranza" era solo per evidenziare un ambito della reltà che quelle ragazze non conoscevano. Ancora fiumi di parole a seguire, battute del Premier che facevano ridere solo lui, quando, alla fine, il momento tanto atteso é arrivato...sapevo che sarebbe giunto, dato il solito-ripetitivo-pietoso cliché delle sue conferenze...ha sfoderato dal suo taschino il "Cristallo di luna" e si é velocemente trasformato in "sailor Berlusca". E mentre i giornalisti e i telespettatori rimanevano a bocca aperta difronte alla straordinaria luminosità del suo volto stirato e ristirato, il nostro supereroe ha iniziato a promettere acqua, cibo, ospedali, medicine, ferrovie al Terzo Mondo, ma soprattutto tanta tanta democrazia!Ed é stato lì che alle risate é sopraggiunta l'indignazione, quella profonda, autentica, che si tinge di rabbia. Con quale rispetto sbeffeggia delle realtà così difficili?E, soprattutto, cosa dobbiamo aspettarci dal futuro se l'obiettivo del domani é esportare la democrazia allo stesso modo confuso e contraddittorio dell'Iraq?Quanto ancora i potenti si travestiranno da missionari per nascondere i loro sporchi giochi di potere?Ero già arrivata al punto di saturazione e la tentazione di spegnere la tv era fortissima quando, presa dalla curiosità, ho potuto assistere al gran finale...quello in cui il sailor Berlusca lasciava il posto al Calimero-Berlusca...che spettacolo pietoso vedere il Cavaliere, prima così pieno di sè, sentirsi perseguitato dalla Magistratura, incompreso dagli avversari e, addirittura accusato di conflitti d'interessi!Ma chi?Lui che non ha usato i fondi dello Stato per dare gli incentivi sul digitale terrestre, lui che ,da onesto e saggio imprenditore, non ha mai fatto gli interessi della sua baracca?!!!Per fortuna, quello spettacolo tragicomico é finito lì ma non ha portato con sé l'amarezza e la profonda vergogna che un italiano prova a sentirsi governati da quell'esserino...sono arrivata anche a pensare che, forse, viaggio su un universo parallelo, che il mio disprezzo per questa persona mi impedisce di vedere gli effettivi progressi. Ma poi mi basta guardarmi attorno e rendermi conto che la mia realtà é quella di altre 56 milioni di persone, di altri individui come me che non vedono che regressi e che attendono impazientemente il 9 Aprile...dunque, per quanto "la terapia del sorriso" che Berlusclown suscita immancabilmente, é tanto meglio tornare a rifugiarsi nei buoni vecchi metodi (nutella, musica e quant'altro) e cercare di dimenticare, quanto più in fretta possibile, questi quattro anni di assoluto salto nel buio.
mercoledì, dicembre 14, 2005
Il potere dei sogni
Voglio bloccare questo momento...imprigionarlo per sempre fra le lettere del pc. Sono a pochi istanti dall'esame, con la consueta ed immancabile impressione di avere un vuoto enorme nella testa, molto più esteso dei seni venosi (battuta!).Ma dopotutto é forse questa la prima volta che cerco di affrontare un esame con serenità, con l'assoluta consapevolezza di quante queste ore spese a studiare siano finalizzate ad una preparazione per il domani e non ad uno stupido voto. E, anche se non so come potrà andare queste esame, le insicurezze di ieri mi sembrano un lontano, lontanissimo ricordo. Certo, in questo momento l'ansia é tornata a fare capolino...ma é una di quelle tensioni positive che ti sprona a tirare fuori il meglio quando l'amnesia é dietro l'angolo!
Quello che so é che VOGLIO essere un medico...lo voglio con il cuore, con quell'irrazionalità tipica delle passioni e qualle fredda, lucida voce della ragione.E non saranno certo apparenti delusioni (che poi tali non sono!) ad allontanarmi da quello per cui sono nata e per il quale combatto ogni singolo minuto della mia esistenza. Semmai dovesse andare male, sarà un errore in più da annoverare nelle cose da non rifare e , di certo, un'esperienza in meno che domani non rifarò.
E se c'é una cosa che ho imparato in questo lungo anno e mezzo di militanza fra il Balboni, i vetrini e i laboratori di microscopica é che il potere dei sogni é illimitato...riesce a dare un senso al più impensabile dei sacrifici, arriva ad avere il potere di beveroni di caffé, tenendoti alzato notti, chino sui libri a studiare ma, soprattutto, ti permette di guardare aldilà della siepe, di essere lungimiranti, forti e convinti che dietro un tramonto c'é sempre un'alba, sempre più luminosa e serena della precedente.
E se davvero esiste qualcosa al mondo in grado di tenermi legata alla sedia mentre fuori il sole impervia, la vita impazza, gli amici ti reclamano, spensierate giornate in spiaggia chiedono disperatamente la tua presenza....allora non posso che piegarmi al mio sogno e lasciare che mi porti lontano...che sia un piccolo ospedale di provincia o a traguardi molto più lungimiranti...ma quando potrò aiutare concretamente una persona, salvare anche solo una vita umana, solo allora potrò dire di avere reso giustizia al mio sogno.E per riprendere le vecchie tradizioni liceali, quando mia mamma, x portarmi fortuna, mi urlava dal portone:"El pueblo unido!", quasta volta me lo ripeto da sola, mille e mille volte nel cervello perché, caspita, la sfiga non può passare sempre di qui...magari oggi sbaglia strada!
Quello che so é che VOGLIO essere un medico...lo voglio con il cuore, con quell'irrazionalità tipica delle passioni e qualle fredda, lucida voce della ragione.E non saranno certo apparenti delusioni (che poi tali non sono!) ad allontanarmi da quello per cui sono nata e per il quale combatto ogni singolo minuto della mia esistenza. Semmai dovesse andare male, sarà un errore in più da annoverare nelle cose da non rifare e , di certo, un'esperienza in meno che domani non rifarò.
E se c'é una cosa che ho imparato in questo lungo anno e mezzo di militanza fra il Balboni, i vetrini e i laboratori di microscopica é che il potere dei sogni é illimitato...riesce a dare un senso al più impensabile dei sacrifici, arriva ad avere il potere di beveroni di caffé, tenendoti alzato notti, chino sui libri a studiare ma, soprattutto, ti permette di guardare aldilà della siepe, di essere lungimiranti, forti e convinti che dietro un tramonto c'é sempre un'alba, sempre più luminosa e serena della precedente.
E se davvero esiste qualcosa al mondo in grado di tenermi legata alla sedia mentre fuori il sole impervia, la vita impazza, gli amici ti reclamano, spensierate giornate in spiaggia chiedono disperatamente la tua presenza....allora non posso che piegarmi al mio sogno e lasciare che mi porti lontano...che sia un piccolo ospedale di provincia o a traguardi molto più lungimiranti...ma quando potrò aiutare concretamente una persona, salvare anche solo una vita umana, solo allora potrò dire di avere reso giustizia al mio sogno.E per riprendere le vecchie tradizioni liceali, quando mia mamma, x portarmi fortuna, mi urlava dal portone:"El pueblo unido!", quasta volta me lo ripeto da sola, mille e mille volte nel cervello perché, caspita, la sfiga non può passare sempre di qui...magari oggi sbaglia strada!
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