Fra 12 giorni potremo finalmente affermare di vivere in un paese libero...libero da quel pagliaccio che per 5 anni ha fatto ridere dell'Italia il mondo intero, che ha oltraggiato la storia con la sua ignoranza, che ha fatto riforme assurde, che crede di salvare l'Italia con le grandiose infrastrutture per l'Italia, che ha mandato in tilt l'economia e fatto diventare:" non arrivo a fine mese!" la frase, in assoluto, più usata negli ultimi anni!
Non voglio essere troppo di parte ma certe cose dovrebbero essere chiare a tutti...mi chiedo su che argomenti si appiglino i sostenitori di Berlusconi. C'é davvero, obiettivamente, un solo punto positivo nel suo operato?Ne dubito. E più mi sforzo di cercare almeno una riforma accettabile, più vedo solo errori su errori. E' come se, in questi cinque, anni avesse ferito ogni singolo aspetto del mio essere...me come cittadina del Mezzogiorno. Con tutti i tagli e la riforma per il federalismo che finirà di far crollare regioni che, autonomamente, senza il sostagno statale, non sono amcoar in grado di mandare avanti la baracca. Me come studentessa. Con la riforma orrenda sulla scuola e i tagli mostruosi alla ricerca. Me come figlia di genitori onesti che, essendo dipendenti statali, vedono sempre più tagli sulla busta paga e sempre più aumenti delle imposte. Me come cittadina di uno stato LAICO , dato che la Chiesa, in questo tipo di governo, ha trovato un canale privilegiato per esprimere le sue teorie retrogade e antiscientifiche che, tra l'altro, hanno la presunzione di essere a favore della vita e, in realtà, bloccano sul nascere qualsiasi speranza di vita migliore!Me come sostenitrice della libertà individuale. Con uno Stato che vede i Pacs come l'incarnazione del demonio, equipara tra di esse tutti i tipi di droga e potrebbe arrivare a mettere in discussione anche la legge sull'aborto. Me come donna. Con la memorabile sparata di Berlusca contro l'introduzione di un maggior numero di posti in Parlamento per le donne..."tanto, occupate come sono con la casa e con i mariti, non avrebbero comunque tempo per la politica!!!".
Me come persona. Profondamente offesa e indignata contro un governo che crede sia più importante bombardarci i neuroni con "il Mose di Venezia" e "i piloni della Cisa", piuttosto che salvaguardare l'unica, assoluta, fondamentale cosa per cui un governo deve operare. La dignità umana. Dignità umana che viene calpestata ogni volta che viene avvantaggiata la grande industria anziché il povero lavoratore ,condannato per altro al precariato. Ogni volta che un ricercatore deve espatriare, pena la morte del suo progetto. La sua ragione di vita,il suo sogno. Ogni volta che un cittadino deve assistere alla grande ingiustizia per la quale magari lui si trova a pagare per un reato piccolissimo (o magari per nessun reato!) e il premier dorme su sette cuscini. Tanto i suoi vanno in prescrizione!
Ecco, credo sia il caso di fermarsi. Anche perché potrei parlare per ore e non sarebbe comunque abbastanza. Perché un governo che ha ritenuto più importante sproloquiare sui bambini "bolliti" in Cina, ergersi a ossequioso "maggiordomo" dei venerati Stati Uniti, impegnarsi in prima linea in inutile guerra contro il terrorismo, non ha solamente causato cinque anni edi casino assoluto. Ha fatto molto di più. Ha offeso i sogni, le speranze, gli ideali di milioni di persone. Di quelle persone che credono sia ben più importante garantire la libertà individuale piuttosto che dare finanziamenti per i digitali terrestri. Di quelle persone che, nonostante il buio di questi anni, non hanno spento le loro coscienze. E, perciò, dovranno resistere solo altri 12 giorni.
Una giovane idealista con tante illusioni ed una segreta, utopistica speranza...cercare, in piccolo e,per quanto possibile, di rendere questo posto il migliore dei mondi possibili!
mercoledì, marzo 29, 2006
giovedì, marzo 23, 2006
...il nulla nel mio blog!
Se l'essere é, il non essere non é e non é possibile che sia, alloda deduco che il nulla non esiste, il non essere é solo una fantasia e lo stesso si può dire del niente. E ALLORA COS'E' QUESTO MORTORIO CHE C'E' DA UN PO' DI TEMPO NEL MIO BLOG? Certo, la risposta é immediata...se non scrivo nulla di nuovo la gente non potrà lasciare nessun commento. Ovvio. Allora forse scriverò qualcosa, anche di cretino, così forse proverò l'ebbrezza di trovare qualche commento...tipo, che ne pensate del mio nuovo acquisto (i tappi x le orecchie, ideali per la biblioteca?), oppure che cos'é cambiato nella vostra vita dopo aver saputo che FINALMENTE (e, nel finalmente va uno speciale ringraziamento a Lu e al suo papà!) non ho più i fantastici punti blu sul labbro?Ok, la finisco di fare l'egocentrica...il mondo non gira intorno a me e alle mie sventure. E' solo che negli ultimi giorni é ripresa la solita routine di Careggi...corsi, lezioni, pm in bibl, serate in cui alle 22 sei già tra le braccia di Morfeo ("dio del sonno", se mio padre l'avesse dimenticato e si sia già fatto idee strane!!!)...é ke in periodi come questi ti sembra quasi di non aver da raccontare nulla proprio perché il tuo SNC é stordito e allucinato dalle miliardi di informazioni al quale viene sottoposto. Ma, del resto, é proprio in mesi come questo ke ti senti VIVA e ti accorgi quanto gratificante possa essere il peso della stanchezza se arriva dopo un pm di intenso lavoro, quanto ti possa rendere libera lottare per un esame che ti sembra un ostacolo insormontabile e quanto possa esserti d'aiuto quell'ambizione che ti chiede incessantemente di più. Certo, siamo solo alle prime settimane di lezione e io già sembro di non avere una forte lucidità mentale ma, tranquilli, sono solo i postumi di due ore intense di viaggi nel Balboni. Presto mi riprenderò...e avrò qualcosa di davvero importante da scrivere dopo il 9 aprile, quando finalmente sentirò di vivere in un paese più onesto e non avrò più la percezione di essere un personaggio di quella grande e triste tragicommedia che é l'Italia attuale.
giovedì, marzo 16, 2006
Fine della latitanza!
Eccomi di ritorno, dopo la lunga assenza dell'ultimo periodo...mi ritrovo di nuovo sulla solita scheda scomoda della biomedica, con il solito panorama esaltante dei cantieri di Careggi, ed una giornata uggiosa e faticosa sulle spalle!Non so quanto é che non scrivo...penso da prima di biochimica!Quante cose sono cambiate..un esame in meno sulle spalle, un pò di maturità in più (dato che ho imparato a cogliere il senso di questa vittoria nonostante il risultato non brillante!), tre punti sul labbro superiore e un pezzo di incisivo incollato!
Questa volta l'ho davvero combinata grossa...mentre saltellavo con delle pantofole particolarmente scivolose, mi sono trovata di faccia per terra!Tutto questo il giorno prima di partire per Berlino...per fortuna, però, il viaggio é andato benissimo lo stesso, ho scoperto una città fantastica e, se non ci fosse il piccolissimo (!!!) problema che non capisco un accidenti di tedesco, mi trasferirei volentieri lì! Sono tornata subito a Firenze e l'ultimo weekend é stato davvero terapeutico!Ho passato tanto tempo con le mi amiche di giù, sono anadata al concerto dei Modena ed é arrivata mia sorella...ora mi sento davvero rinata, piena di grinta ed energia per affrontare i prossimi esami, le imminenti difficoltà, la vita.E sentire un'amica, a cui tengo davvero tanto, dirmi che non mi vedeva così allegra da tempo, mi fa capire che davvero sono lontana anni luce dallo stress dell'ultimo periodo...
Questa volta l'ho davvero combinata grossa...mentre saltellavo con delle pantofole particolarmente scivolose, mi sono trovata di faccia per terra!Tutto questo il giorno prima di partire per Berlino...per fortuna, però, il viaggio é andato benissimo lo stesso, ho scoperto una città fantastica e, se non ci fosse il piccolissimo (!!!) problema che non capisco un accidenti di tedesco, mi trasferirei volentieri lì! Sono tornata subito a Firenze e l'ultimo weekend é stato davvero terapeutico!Ho passato tanto tempo con le mi amiche di giù, sono anadata al concerto dei Modena ed é arrivata mia sorella...ora mi sento davvero rinata, piena di grinta ed energia per affrontare i prossimi esami, le imminenti difficoltà, la vita.E sentire un'amica, a cui tengo davvero tanto, dirmi che non mi vedeva così allegra da tempo, mi fa capire che davvero sono lontana anni luce dallo stress dell'ultimo periodo...
martedì, febbraio 14, 2006
Che la paura si trasformi in rabbia
E' questa la frase che mi aspetta ogni mattina all'uscita del portone. Frase scritta in una maniera forte e decisa, da una mano un pò teppistella (con tanti posti, su cui scrivere proprio la facciata di una casa?), mi attende come un monito, un imperativo categorico, nei primi istante di un giorno che nasce. E, con la forza di un cazzotto in pieno viso, mi dà la spinta giusta per iniziare un nuovo giorno. Un giorno vero. In cui i timori, le incertezza, le ansie quotidiane non portano a nulla se rimangono fini a se stesse. Un giorno in cui, anche un ostacolo apparentemente insormontabile deve essere, invece, un gradino verso la libertà.
Giro questa frase ad una persona che di solito non legge il mio blog, ma spero almeno ora lo farà. Ad una persona che, sebbene più piccola di me di ben due anni(accidenti, due anni son tanti...in due anni crescono milioni di brufoli, aumentano etti di cellulite, si cade e ci si rialza un'infinità di volte!), ha saputo insegnarmi la ricerca della libertà, il piacere delle piccole cose, la forza della debolezza. E, conoscendola, so anche che detesta questo genere di cose. Perciò, non sto qui a sbandierare il motivo per cui le scrivo, tanto io e lei ci siamo già capite. Del resto, lei é in grado di decifrare il mio pensiero anche se taccio, sa intuire le ragioni di un sorriso a metà, di uno sguardo spento.Sa quando suonarmi al piano la mia preferita "Se ti tagliassero a pezzetti", quando lasciarmi cantare con la mia voce stonata solo per darmi la possibilità di mettermi da sola in ridicolo. Quando riportarmi alla relatà, quando la mia mente divaga fra fissazioni e fobie inutili.
Ieri, al telefono, volevo essere più esplicita e chiara. Quello che intendevo dire é di non prendere quello che é successo come un ulteriore motivo di sconforto, un'altra prova del fatto che tu sia incompresa, che tu e il tuo mondo viaggiate su universi paralleli. Sai, esiste la sfortuna. Quella che ti piazza sulla tua strada gli amici sbagliati, professori inadeguati e tante fregature. Ma, d'altra parte, esiste la libertà. Quella che si aprirà davanti a te a settembre. Con una vita nuova, una facoltà da scoprire e da vivere con il massimo delle energie, tante esperienze che ti cambieranno. (l'unica costante sarà la mia presenza...é una consolazione?)
Sono certa che tutto ciò ti permette di guardare avanti, di essere lungimirante, di non cogliere le delusioni del mntre. Ma la vita, purtroppo o per fortuna, é ora. E' in queste parole confuse e nel tuo sguardo stupito quando le lascierai. Perciò tutto quello che penserai ora, tutte la delusione che provi in questi giorni, saranno la linfa che ti permetterà di essere la Licia di domani. Ma solo a patto che :la paura si trasformi in rabbia!
Solo se sarai disposta a convertire i tuoi timori in forza, le tue incertezze in certezze, l'ansia in coraggio, potrai affrontare senza pericolo il mondo di domani. E soprattutto se sarai disposta a non fare mai il maledetto, maledettissimo errore di riporre la tua autostima nelle mani di chi di te non sa nulla, allora non avrai più nulla da temere. Perché anche nei momenti più bui, anche quando ti sembrerà che il cielo si sgretoli e ti cada addosso come aghi pungenti, avrai una tua peronale riserva di fiducia, autostima, forza di volontà a cui attingere. E una buona, nutrita dose di rabbia...quella che ti fa indignare quando vedi un bambino soffrire, un anziano essere maltrattato,un sopruso diventare la prassi. Quella rabbia che si trasforma in grinta, in libertà, in possibilità di agire anche in tempi avversi.
Se ti dico questo é solo perchè so quanto sei speciale, quanto la tua intelligenza sia acuta, il tuo cuore capace di amare e di soffrire, la tua sensibilità strabiliante. Vorrei poter, almeno in parte, restituirti la forza, l'affetto, il buonumore che in questi anni mi hai dato e che ancora mi dai. Anche quando urli perché stecco o perché sono presuntuosa e prepotente!
Ti lascio con le parole di un inno che in questio giorni riecheggia particolarmente nelle mie orecchie e in quelle di tutti i condomini(dato il volume della radio!!!)...baldi e fieri venite o compagni, l'inno sacro al trionfo s'intoni, salga l'urlo dei nostri polmoni:Hip hurrà,hip hurrà,hip hurrà!!!!+ Livorno,meno Berlusca!!!
Giro questa frase ad una persona che di solito non legge il mio blog, ma spero almeno ora lo farà. Ad una persona che, sebbene più piccola di me di ben due anni(accidenti, due anni son tanti...in due anni crescono milioni di brufoli, aumentano etti di cellulite, si cade e ci si rialza un'infinità di volte!), ha saputo insegnarmi la ricerca della libertà, il piacere delle piccole cose, la forza della debolezza. E, conoscendola, so anche che detesta questo genere di cose. Perciò, non sto qui a sbandierare il motivo per cui le scrivo, tanto io e lei ci siamo già capite. Del resto, lei é in grado di decifrare il mio pensiero anche se taccio, sa intuire le ragioni di un sorriso a metà, di uno sguardo spento.Sa quando suonarmi al piano la mia preferita "Se ti tagliassero a pezzetti", quando lasciarmi cantare con la mia voce stonata solo per darmi la possibilità di mettermi da sola in ridicolo. Quando riportarmi alla relatà, quando la mia mente divaga fra fissazioni e fobie inutili.
Ieri, al telefono, volevo essere più esplicita e chiara. Quello che intendevo dire é di non prendere quello che é successo come un ulteriore motivo di sconforto, un'altra prova del fatto che tu sia incompresa, che tu e il tuo mondo viaggiate su universi paralleli. Sai, esiste la sfortuna. Quella che ti piazza sulla tua strada gli amici sbagliati, professori inadeguati e tante fregature. Ma, d'altra parte, esiste la libertà. Quella che si aprirà davanti a te a settembre. Con una vita nuova, una facoltà da scoprire e da vivere con il massimo delle energie, tante esperienze che ti cambieranno. (l'unica costante sarà la mia presenza...é una consolazione?)
Sono certa che tutto ciò ti permette di guardare avanti, di essere lungimirante, di non cogliere le delusioni del mntre. Ma la vita, purtroppo o per fortuna, é ora. E' in queste parole confuse e nel tuo sguardo stupito quando le lascierai. Perciò tutto quello che penserai ora, tutte la delusione che provi in questi giorni, saranno la linfa che ti permetterà di essere la Licia di domani. Ma solo a patto che :la paura si trasformi in rabbia!
Solo se sarai disposta a convertire i tuoi timori in forza, le tue incertezze in certezze, l'ansia in coraggio, potrai affrontare senza pericolo il mondo di domani. E soprattutto se sarai disposta a non fare mai il maledetto, maledettissimo errore di riporre la tua autostima nelle mani di chi di te non sa nulla, allora non avrai più nulla da temere. Perché anche nei momenti più bui, anche quando ti sembrerà che il cielo si sgretoli e ti cada addosso come aghi pungenti, avrai una tua peronale riserva di fiducia, autostima, forza di volontà a cui attingere. E una buona, nutrita dose di rabbia...quella che ti fa indignare quando vedi un bambino soffrire, un anziano essere maltrattato,un sopruso diventare la prassi. Quella rabbia che si trasforma in grinta, in libertà, in possibilità di agire anche in tempi avversi.
Se ti dico questo é solo perchè so quanto sei speciale, quanto la tua intelligenza sia acuta, il tuo cuore capace di amare e di soffrire, la tua sensibilità strabiliante. Vorrei poter, almeno in parte, restituirti la forza, l'affetto, il buonumore che in questi anni mi hai dato e che ancora mi dai. Anche quando urli perché stecco o perché sono presuntuosa e prepotente!
Ti lascio con le parole di un inno che in questio giorni riecheggia particolarmente nelle mie orecchie e in quelle di tutti i condomini(dato il volume della radio!!!)...baldi e fieri venite o compagni, l'inno sacro al trionfo s'intoni, salga l'urlo dei nostri polmoni:Hip hurrà,hip hurrà,hip hurrà!!!!+ Livorno,meno Berlusca!!!
martedì, febbraio 07, 2006
E se questa non é sfiga...é una condanna!
Negli ultimi giorni mi ero un pò disabituata all'essere vittima dei miei stessi abituali disastri. Chiusa fra le mura di casa, con i tremila mobili che vi albergano, tutto quello che potevo combinare era scambiare un amminoacido per un altro o rovesciare il caffé per tutta la cucina...ù
Oggi Fernanda torna in libertà. Ma tengo a precisare che oggi sono stata vittima della malasorte, più che artefice dei miei soliti casini!
Arrivo alla Misericordia e, visto che non nascondono di approfittare del mio entusiasmo e della buona volontà, mi spediscono in missione! Primo servizio in una casa di riposo...aspetto l'infermiera che sistemava la vecchina e ,intanto, tutte le altre,con aria di sdegno, mi guardavano perché non mi univo a dire il rosario...non é colpa mia se non ho mai capito la successione di tutte quelle frasi!Ritorno in sede e vengo subito rispedita a Careggi. Lì c'era una anziano davvero molto simpatico e gentile. Arrivati a casa sua, la prima cosa che mi ha colpito é stata una gigantografia di Mussolini che troneggiava nell'ingresso...mi sono assentata un attimo, stordita dal brutto colpo, quando il cane del signore, non riconoscendomi mi é saltato addosso, cercando di addentare i pantaloni!E' stato quasi peggio del tete-à-tete con il duce.Ma la sfiga non finisce qui...nel bel mezzo di via Mariti, l'autista si ferma e ci annuncia lietamente un guasto alla ventola, perciò bella mezz'ora di siesta fra il traffico.Come se non bastasse, mi sono sentita dire dal resto della squadra che sono io a portare sfiga, un pò il gatto nero della situazione!
Credevo fossimo giunti alla fine della saga quando, mentre ero a prenotare i biglietti per scendere a casa, si blocca la stampante della tipa e così niente biglietto.Sono spossata...e indecisa se farmi bendire o andarci direttamente io a Lourdes. Ma poi mi fermo a pensare e ci rido su. Io sono questo casino. Io sono il disordine che non ha mai fine, eppure dietro di sè porta una logica. I casini sono le mie costanti, le disavventure quotidiane, la caffettiera perennemente rovesciata sulla cucina le mie certezze. Gli imprevisti il sale della mia vita.
Oggi Fernanda torna in libertà. Ma tengo a precisare che oggi sono stata vittima della malasorte, più che artefice dei miei soliti casini!
Arrivo alla Misericordia e, visto che non nascondono di approfittare del mio entusiasmo e della buona volontà, mi spediscono in missione! Primo servizio in una casa di riposo...aspetto l'infermiera che sistemava la vecchina e ,intanto, tutte le altre,con aria di sdegno, mi guardavano perché non mi univo a dire il rosario...non é colpa mia se non ho mai capito la successione di tutte quelle frasi!Ritorno in sede e vengo subito rispedita a Careggi. Lì c'era una anziano davvero molto simpatico e gentile. Arrivati a casa sua, la prima cosa che mi ha colpito é stata una gigantografia di Mussolini che troneggiava nell'ingresso...mi sono assentata un attimo, stordita dal brutto colpo, quando il cane del signore, non riconoscendomi mi é saltato addosso, cercando di addentare i pantaloni!E' stato quasi peggio del tete-à-tete con il duce.Ma la sfiga non finisce qui...nel bel mezzo di via Mariti, l'autista si ferma e ci annuncia lietamente un guasto alla ventola, perciò bella mezz'ora di siesta fra il traffico.Come se non bastasse, mi sono sentita dire dal resto della squadra che sono io a portare sfiga, un pò il gatto nero della situazione!
Credevo fossimo giunti alla fine della saga quando, mentre ero a prenotare i biglietti per scendere a casa, si blocca la stampante della tipa e così niente biglietto.Sono spossata...e indecisa se farmi bendire o andarci direttamente io a Lourdes. Ma poi mi fermo a pensare e ci rido su. Io sono questo casino. Io sono il disordine che non ha mai fine, eppure dietro di sè porta una logica. I casini sono le mie costanti, le disavventure quotidiane, la caffettiera perennemente rovesciata sulla cucina le mie certezze. Gli imprevisti il sale della mia vita.
venerdì, gennaio 27, 2006
Semplicemente un uomo
Non c'é storia che si ripeta, attimi di vita che non giochino, maledettamente e ostinatamente, a fare capolino dietro i solidi pilastri del presente...é un eterno déjà vu che torna a ripetersi, é un'antica nenia che, mai come ora, risulta più attuale. E' la storia di un uomo, semplicemente di un uomo. Uno come tanti. Con il sorriso amaro di chi non accetta i compromessi dell'oggi, con la superba pretesa di controllare il tempo che fugge e la barba sempre troppo lunga.
Un uomo con le sue passioni, i suoi punti fermi, le sue contraddizioni, il suo essere fedele anche a quelle, la sua coerenza che sfocia spesso nella testardaggine. Ha in sè l'anima della lotta, la grinta del guerriero e la smisurata paura che fa di ogni uomo un vincente. Di ogni adulto, un bambino ancora per un pò. Porta nel cuore il calore degli ideali, la luce fredda e calcolatrice della ragione e quella irrazionalità tipica della libertà delle passioni, di quelle illusioni che, pur essendo spesso aria fritta, saranno pur sempre certezze. E' l'illusione che ogni alba possa trascinarsi con sè un giorno nuovo, che dell'incoerenza, dei calcoli gretti e meschini e della logica dell'utilitarismo abbia solo un vago ricordo.E' l'illusione che la libertà, il diritto alla felicità possano essere prerogativa di tutti. E che la giustizia possa essere ancora figlia del nostro tempo.
Ma purtroppo un uomo, uno come tanti, assieme ai duri colpi di ogni giorno, deve ingurgitare anche l'impossibilità che tutto ciò possa accadere.
E arriva un colpo sordo, duro e lancinante, a colpirlo nei meandri più reconditi dell'anima. Soprattutto se si è bersaglio, in prima linea, della vacuità della giustizia attuale, delle sentenze barzelletta e dei cavilli giuridici infondati, che non fanno altro che denigrare Signora Lealtà.
Un uomo. Un amministratore come tanti. Unico errore commesso:non essersi costituito parte civile in un processo che vedeva il suo Comune, sua principale ragione di vita, la "parte lesa".
Milioni di carte, fiumi di parole fino ad accorgersi che l'errore non sussisteva, che non vi era reato, uomo colpevole o danno esistente. Ma purtroppo i termini per la revocazione della pena pecuniaria erano scaduti.Ormai quel che é fatto, é fatto. Lasciamo tutto così, tanto chi se ne frega se un uomo paga, ingiustamente e di tasca propria, le conseguenze di un errore burocratico? Chi se ne frega se una sentenza assurda e approssimata ha reso un uomo, semplicemente un uomo, una vittima delle contraddizioni meschine del presente?
Ma non c'é storia che non ritorni, vita che non torni ad essere vissuta...
Quanto ancora delle figlie umiliate e accecate dall'ira dovranno ancora raccontare, ostinatamente, le peregrinazione dei propri padri attraverso tribunali, avvocati e la speranza, mai tangibile, di una parvenza di legalità?
E' questa la voce di una ventenne sconcertata dall'andazzo del mondo, dai destini avversi a cui vanno incontro dei valori sacri, intangibili, inalienabili. Si consuma e si distrugge tutto alla velocità con la quale viene addentato un Big Mac. Poco importa se si tratta di hamburger o di ideali. Ci si trascina nel maledetto sforzo di riempire le giornate di inutilità, dimenticando di tenere sempre a mente solo e soltanto le strada maestra...
Ma se questa e altre mille e mille voci, chi più chi meno vittime di ingiustizia, continueranno a urlare che pace, libertà, giustizia, DEVONO sopravvivere, allora non tutto é perduto.
Allora si potrà ancora sperare che quell'uomo, così come lo sguardo triste di un rgazzo solitario o il sorriso pacato di un anziano, possano avere la loro dignità. Semplicemente di uomo.Fernanda
Dedico questo post a chi, in maniera impeccabile, mi ha insegnato che l'unico imperativo categorico é non arrendersi mai. La speranza é sempre l'unica via di uscita.
Un uomo con le sue passioni, i suoi punti fermi, le sue contraddizioni, il suo essere fedele anche a quelle, la sua coerenza che sfocia spesso nella testardaggine. Ha in sè l'anima della lotta, la grinta del guerriero e la smisurata paura che fa di ogni uomo un vincente. Di ogni adulto, un bambino ancora per un pò. Porta nel cuore il calore degli ideali, la luce fredda e calcolatrice della ragione e quella irrazionalità tipica della libertà delle passioni, di quelle illusioni che, pur essendo spesso aria fritta, saranno pur sempre certezze. E' l'illusione che ogni alba possa trascinarsi con sè un giorno nuovo, che dell'incoerenza, dei calcoli gretti e meschini e della logica dell'utilitarismo abbia solo un vago ricordo.E' l'illusione che la libertà, il diritto alla felicità possano essere prerogativa di tutti. E che la giustizia possa essere ancora figlia del nostro tempo.
Ma purtroppo un uomo, uno come tanti, assieme ai duri colpi di ogni giorno, deve ingurgitare anche l'impossibilità che tutto ciò possa accadere.
E arriva un colpo sordo, duro e lancinante, a colpirlo nei meandri più reconditi dell'anima. Soprattutto se si è bersaglio, in prima linea, della vacuità della giustizia attuale, delle sentenze barzelletta e dei cavilli giuridici infondati, che non fanno altro che denigrare Signora Lealtà.
Un uomo. Un amministratore come tanti. Unico errore commesso:non essersi costituito parte civile in un processo che vedeva il suo Comune, sua principale ragione di vita, la "parte lesa".
Milioni di carte, fiumi di parole fino ad accorgersi che l'errore non sussisteva, che non vi era reato, uomo colpevole o danno esistente. Ma purtroppo i termini per la revocazione della pena pecuniaria erano scaduti.Ormai quel che é fatto, é fatto. Lasciamo tutto così, tanto chi se ne frega se un uomo paga, ingiustamente e di tasca propria, le conseguenze di un errore burocratico? Chi se ne frega se una sentenza assurda e approssimata ha reso un uomo, semplicemente un uomo, una vittima delle contraddizioni meschine del presente?
Ma non c'é storia che non ritorni, vita che non torni ad essere vissuta...
Quanto ancora delle figlie umiliate e accecate dall'ira dovranno ancora raccontare, ostinatamente, le peregrinazione dei propri padri attraverso tribunali, avvocati e la speranza, mai tangibile, di una parvenza di legalità?
E' questa la voce di una ventenne sconcertata dall'andazzo del mondo, dai destini avversi a cui vanno incontro dei valori sacri, intangibili, inalienabili. Si consuma e si distrugge tutto alla velocità con la quale viene addentato un Big Mac. Poco importa se si tratta di hamburger o di ideali. Ci si trascina nel maledetto sforzo di riempire le giornate di inutilità, dimenticando di tenere sempre a mente solo e soltanto le strada maestra...
Ma se questa e altre mille e mille voci, chi più chi meno vittime di ingiustizia, continueranno a urlare che pace, libertà, giustizia, DEVONO sopravvivere, allora non tutto é perduto.
Allora si potrà ancora sperare che quell'uomo, così come lo sguardo triste di un rgazzo solitario o il sorriso pacato di un anziano, possano avere la loro dignità. Semplicemente di uomo.Fernanda
Dedico questo post a chi, in maniera impeccabile, mi ha insegnato che l'unico imperativo categorico é non arrendersi mai. La speranza é sempre l'unica via di uscita.
mercoledì, gennaio 25, 2006
Pensieri confusi con sottofondo "biochimica"
Oggi é stata una giornata strana...classico giorno in cui le ansie, le puare e il terrore di deludere ti affollano la mente. Sarà colpa dell'imminente esame di biochimica che mi toglie la forza di volare lontano con la mente, sarà la paura assurda di rimanere indietro ma davvero oggi non mi sembrava di vedere via d'uscita. Sono questi i momenti in cui vorrei la mia famiglia qui con me, a ricordarmi quanto valgo, quanto un mio sorriso sia importante per illuminare le loro giornate, quanto i miei sogni siano un pò il motore dell'universo. Quanto vorrei vivere con leggerezza, abbandonarmi al piacevole fluire delle piccole emozioni, delle piccole gioie quotidiane ma un MALEDETTO orologio interno non smette di ticchettare, di ricordarmi che ogni secondo é sempre troppo poco, che se voglio riuscire nell'impresa epica di passare biochimica devo dare il massimo in questo mese. E sarà proprio per questo che non abbasserò il capo o mi arrenderò alla lotta...voglio lottare come per passare l'astruso test di medicina, lottare come per istologia,come per ogni piccola, grande battaglia che mi attende ogni giorno. Non voglio pensare neanche solo per un singolo istante che non ce la farò...lo devo a chi crede in me, a chi, da lontano, con tanto amore e fiducia, mi scalda il cuore e dona un senso alla mia esistenza. Lo devo ai miei inimitabili genitori, a mio fratello che mi ritiene già un medico, a Linda che crede in me come neanch'io faccio, a Licia che mi ha insegnato il segreto della forza, alle mie amiche qui a Firenze che darebbero tutto pur di vedermi felice, ai miei amici di giù che non smettono di tifare per me. E poi lo devo a me stessa. Alla mia forza di volontà e al mio coraggio. Che questa volta non mi abbandonerà.Fernanda
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